Carpi. Il tessile in piazza, contro la crisi e Berlusconi


CARPI, 14 MAR. 2009 – Poco glam e molto pop, con tanto di banda cittadina, la manifestazione di questa mattina in piazza Martiri a Carpi a sostegno del settore moda. Dopo Biella e Prato, la protesta è arrivata anche nel distretto tessile modenese: una maxi sciarpa (50 metri per 1) è stata srotolata sul ciottolato ed è divenuta il simbolo delle rivendicazioni del comparto, uno tra i principali della regione. La manifestazione, che ha visto fianco a fianco le istituzioni, le sigle sindacali e le associazioni di categorie industriali e artigiane vuole rappresentare, infatti, l’intera Emilia-Romagna, includendo anche il settore calzaturiero di San Mauro Pascoli e le tante aziende di alta moda sparse da Piacenza a Rimini.“Questo settore – ha spiegato Luigi Rossi Presidente nazionale Federmoda Cna – in maniera pacata si è rivolto al governo il 15 di dicembre chiedendo un incontro e proponendo un progetto comune. Ad oggi non abbiamo avuto risposte. Il dubbio che ci viene è che questa mancanza di attenzione non sia dovuta al fatto che non abbiamo fatto delle barricate e non abbiamo interrotto delle strade”Un settore in crisi: gli ultimi dati sull’export riferiti all’ultimo trimestre 2008 parlano di un calo del 13% nell’industria tessile, ma di un saldo positivo, addirittura un + 42% per il solo abbigliamento. Tra la fine del 2008 e il febbraio di quest’anno, la Cisl di Carpi ha assistito più di 500 lavoratori in cassa integrazione o in mobilità: nel 1990 nel distretto erano attive 2.258 aziende, oggi sono meno di 1.100. Salvaguardare i posti di lavoro è la richiesta dei sindacati. “Chiediamo l’utilizzo di ammortizzatori sociali, il finanziamento di interventi per salvaguardare l’occupazione che in questo periodo di crisi generalizzata rischia fortemente di essere penalizzata col rischio, per il settore, di perdere professionalità e posti di lavoro” ha sottolineato Maria Luisa Toschi della Femca Cisl Emilia-Romagna.

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