Carpi e l’immigrazione sostenibile


9 SET 2009 – I dati saranno ufficializzati solo il 25 settembre nella sala Congressi di Carpi ma già dalle prime anticipazioni l’indagine condotta dalla Diocesi guidata dal vescovo Tinti restituisce una fotografia dell’Emilia accogliente e “in ascolto” nei confronti degli immigrati stranieri.Le cifre, anzitutto. Il sondaggio segue criteri statistici anche se è stato condotto all’interno delle parrocchie, considerate dal vescovo le “antenne” che la chiesa cattolica ha tra la gente.Per l’85,5% degli intervistati i lavoratori stranieri sono necessari soprattutto in alcuni settori produttivi e solo l’8,6% ritiene che “tolgano lavoro” agli italiani. (come dato comparativo ricordiamo che la Lega Nord nelle scorse comunali ha ottenuto a Carpi il 9,64%).Nello specifico religioso, per il 60% dei cattolici carpigiani moschee e chiese di altre religioni sono espressione della libertà di culto e soltanto il 18% teme pericoli per l’identità cattolica.Oltre il 60% poi è favorevole ad aprire le attività della parrocchia a tutti i ragazzi stanieri mentre i fautori della “separazione” sono uno sparuto 3%.Il punto dolente è naturalmente quello della sicurezza. Per il 44,4% degli intervistati la presenza degli stranieri ha aumentato il degrado. E ben il 74% pensa che l’ondata migratoria abbia favorito l’aumento di problemi per la sicurezza.D’altra parte per il 48% dei fedeli la presenza di stranieri rappresenta un arricchimento della nostra cultura e solo il 20% vede invece una perdità di identità culturale per gli italiani.LA QUESTIONE “SICUREZZA” E IL LAVOROIl nucleo duro del problema rimane insomma sempre quello: la sicurezza. Ma è un dato che vede una forte discrepanza tra ciò che la gente pensa e i dati oggettivi. I dati forniti da chi è preposto al controllo del territorio sono infatti molto più rassicuranti. Dove ha dilagato la rappresentazione della realtà dell’informazione televisiva (sempre più di parte sulla questione dei migranti) è proprio il fronte micro-criminalità.Lo fa notare anche il rappresentante degli edili (una categoria che vede l’afflusso massicio di lavoratori stranieri) della Cgil di Modena, Rosario D’Agostaro. Che però aggiunge che “la presenza di stranieri è molto significativa per l’economia carpigiana”, soprattutto appunto nell’edilizia dove ormai i lavoratori immigrati coprono completamente il vuoto lasciato dagli italiani.Per il sindacalista, “in questo momento di crisi economica sono una fonte di investimento per le aziende”. Sempre che il lavoratore immigrato non “inciampi” nel lavoro nero e nel pacchetto sicurezza: “Non è affatto da sottovalutare che se l’immigrato viene messo nelle condizioni di diventare un cittadino con la C maiuscola perde interesse nei confronti delle attività in nero”.

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