Carpi, dichiarato il fallimento di Via delle Perle


 

Sono lontani i tempi in cui tra Milano, Roma e la centralissima Galleria Cavour di Bologna si susseguivano eventi e vetrine di Via delle Perle. I suoi abiti, preziosi e che certo non passavano inosservati, venivano indossati da vip e attrici. Erano simbolo di eleganza e lusso nella moda femminile. Ora per lo storico marchio della moda made in Carpi è stato dichiarato il fallimento. Nato nel 1985 dallo spirito imprenditoriale di Edmondo Tirelli con gli amici e soci Nuziella Santini e Glauco Verrini, Via delle Perle è passata, da 4 milioni di euro di ricavi nel 2000 a 36 milioni nel 2014, per poi iniziare a scendere a 32,6 milioni nel 2015 e una perdita netta di 2,3 milioni, a fronte di un debito finanziario netto di 9,7 milioni. Dal 2013 il 75% della proprietà era in mano al fondo Argos. Via delle perle, un nome impegnativo quanto fantasiosi che evoca un cammino, una via da percorrere nell’ambito della moda. I primi prototipi erano caratterizzati da ricami e perle, sinonimo di intimo femminile e poi diventata un total look a base di jeans, maglieria e felpe ricamate. Un brand cresciuto all’insegna del lusso e dell’iperfemminilità. Il percorso evidentemente, a un certo punto, ha preso una strada sbagliata e per l’azienda di via Nobel è stato dichiarato il fallimento. Il giudice avrebbe già nominato un curatore che dovrà a questo punto valutare l’eventualità di un esercizio provvisorio, in attesa di acquirenti, o la chiusura definitiva. A pesare sui bilanci dell’azienda il crollo delle vendite sul mercato russo. A minare l’equilibrio finanziario dell’azienda anche gli investimenti per l’apertura di nuovi mercati (in particolare Cina e Medio Oriente), decisi proprio per far fronte alla caduta dei mercati dell’Est.

 

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