Cariparma, plafond in rosa


Nasce DonnAzienda, il progetto avviato dal Gruppo Cariparma Crédit Agricole per conoscere e sostenere il mondo dell’imprenditoria femminile, rappresentato in Italia da 1,3 milioni di aziende in crescita dello 0,73% tra aprile e giugno contro una variazione media complessiva dello 0,42% (dati Unioncamere). Per valorizzare i talenti femminili dentro e fuori dalla banca, il Gruppo Cariparma Crédit Agricole ha realizzato un progetto di sistema che, attraverso un’accurata fase di ascolto di colleghi, imprenditrici e associazioni di categoria, ha intercettato le specifiche esigenze del settore e ne ha identificato i principali ambiti d’intervento. Lo ha fatto in sinergia con due partner, Università Cattolica (team di ricerca coordinato dalla professoressa Vanna Iori) e associazione Valore D, con cui è attiva una collaborazione per diffondere politiche gender oriented all’interno dell’azienda. Oggi, con l’adesione al Protocollo Abi per lo sviluppo e la crescita delle imprese a prevalente partecipazione femminile e delle lavoratrici autonome, DonnAzienda raccoglie i primi frutti del percorso intrapreso e lo fa non solo tramite lo stanziamento di un plafond di 28 milioni di euro a livello di Gruppo, ma anche lanciando un prodotto di finanziamento con finalità e opzioni di flessibilità aggiuntive rispetto a quanto previsto dal Protocollo stesso e una rete di servizi all’impresa e alla famiglia, vera novità per il mercato, per favorire la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro. Secondo le stime di Unioncamere, il 94,2% delle imprese a conduzione femminile non supera la soglia dei cinque addetti, testimonianza di come per le donne “impresa” faccia spesso rima con “autoimpiego”. Proprio per questo il progetto non prevede solo investimenti e sostegno start-up, ma anche una linea famiglia e salute per finanziare le spese di riorganizzazione aziendale in caso di maternità o malattia grave dell’imprenditrice. In più tre opzioni di flessibilità, attivabili al verificarsi di accadimenti personali o familiari (nascita o adozione figli, malattia imprenditrice o famigliari): sospensione totale rata fino a un massimo di 12 mesi, sospensione quota capitale fino a 18 mesi oppure variazione in aumento o in diminuzione della rata nella misura massima del 30%.

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