Carim vara l’aumentodi capitale


RIMINI, 30 GEN. 2012 – La Carim volta pagina. Gli azionisti di Cassa di Risparmio di Rimini hanno approvato ieri l’aumento di capitale. L’assemblea straordinaria dei soci, riunita al Palacongressi di Rimini ha dato il via libera alla ricapitalizzazione dell’istituto, commissariato dall’ottobre del 2010. Il capitale sociale quindi passa dai 164.497.200 euro ai 275.095.240 (aumento di 110.598.040 euro mediante l’emissione di massime 22.119.608 nuove azioni ordinarie). Presenti all’assemblea 540 dei 7mila piccoli azionisti che detengono il 29% del pacchetto azionario, mentre il 71% è in capo alla Fondazione Cassa di Risparmio. Il 99,94 per cento dei presenti si è espresso a favore della capitalizzazione, lo 0,04% si è espresso contro, e lo 0,0025% si è astenuto. I voti espressi, anche attraverso delega, sono stati 643.Prima della votazione i commissari Piernicola Carollo e Riccardo Sora hanno presentato i dati della relazione: la raccolta diretta della Carim si attesta sui 3.395,64 milioni di euro con un calo del 17,66% rispetto al 2009. La raccolta globale (5.298,66 milioni di euro) invece cala dell’11,68% rispetto al 2009. Gli impieghi verso la clientela al 30 settembre del 2011 si posizionano al 2.940,51 milioni di euro registrando anche qui un decremento rispetto al 2009 del 10,01%.Gli impieghi finanziari, al netto della riserva obbligatoria, si posizionano a 444,73 milioni di euro rispetto ai 1.057,86 milioni di euro del 2009. Il patrimonio netto (30 settembre 2011) ammonta a complessivi 168,12 milioni di euro dopo la contabilizzazioni di perdite per 229,56 milioni di euro (contro i 429,20 milioni di euro alla fine dell’esercizio precedente). Al 30 settembre 2011 risultano quindi un patrimonio netto di 168,116 milioni di euro, 32.899.400 azioni emesse, 1.300.000 azioni proprie. Conseguentemente le azioni in circolazioni sono 31.599.440 per un valore unitario di 5,35 euro (contro i vecchi 15 euro) che rappresenta il prezzo di emissione delle nuove azioni Carim. Votato quasi all’unanimità (99,86 %) anche la variazione statutaria che elimina il divieto di "rappresentare più di cinque soci e comunque non un numero di azioni superiori al 2% del capitale sociale". Viene insomma a cadere lo sbarramento del 2% massimo. I commissari hanno anche confermato la volontà di cedere il Credito industriale sammarinese di proprietà al 100% di Carim. Tra gli interventi – 20 in totale quelli dalla platea – si segnala Maurizio Focchi, presidente Confindustria Rimini, che ha annunciato la preparazione di una cordata per la sottoscrizione dell’aumento di capitale e quello del presidente di Scm Rimini, Giovanni Gemmani a favore dell’aumento di capitale."Quello che si è consumato ieri sotto le volte del Palazzo dei Congressi di Rimini segna un momento topico nella lunga vicenda del principale istituto bancario riminese e, molto probabilmente, dà il senso di una nuova storia che si vuole cominciare da subito nel rapporto tra economia e comunità di riferimento". Lo affermano, con una dichiarazione congiunta, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi e il presidente della Provincia Stefano Vitali."Se l’approvazione pressoché all’unanimità dell’aumento di capitale chiude con la migliore delle soluzioni la grave crisi Carim aperta nel settembre 2010 – proseguono Gnassi e Vitali – il modo in cui questa è arrivata apre davvero una stagione inaggirabile nel nome di una trasparenza e di un cambiamento richiesti, invocati, urlati, pretesi a gran voce con la forza del giusto".

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