Carceri, un altro suicidio nell’inerzia dello Stato


PARMA, 23 AGO. 2010 – A poco più di una settimana dall’iniziativa dei Radicali "Ferragosto in carcere", un altro suicidio di un detenuto sottolinea nuovamente l’emergenza delle condizioni di vita dei carcerati in Italia. Il quarantaduesimo caso di condannato che si è tolto la vita si è consumato nel carcere di Parma domenica sera. Un trentenne è stato trovato impiccato a un cappio fatto di lenzuola. In una nota del sindacato di polizia penitenziaria Sappe si legge che l’intervento da parte di un agente è stato immediato ma non tale da poter salvare il detenuto. "Probabilmente – denuncia in una nota il segretario Giovanni Battista Durante – sarebbe stato opportuno approvare definitivamente il disegno di legge Alfano sulle pene detentive brevi, prima della pausa estiva. Nel solo carcere di Parma ci sono circa venti detenuti che potenzialmente potrebbero usufruire di quella legge.L’altra mancanza reclamata dal Sappe sta in quei duemila agenti di cui si parla da un paio d’anni ma che non arrivano a integrare il Corpo di polizia penitenziaria. "A Parma ci sono 539 detenuti, a fronte di una capienza di 418 posti detentivi – spiega la nota -, mentre mancano più di 50 agenti. Bisogna ricordare che nel carcere di Parma ci sono tre sezioni detentive chiuse, le quali non possono essere aperte per mancanza di personale." Il segretario Durante, poi, pone l’accento sul fatto che "solo in Emilia-Romagna, se ci fosse il personale, si potrebbero ricavare a breve oltre mille posti detentivi."A continuare l’elenco dei penitenziari che potrebbero dare una mano a risolvere il problema del sovraffollamento, se solo fossero resi disponibili gli agenti necessari, è il sindacato Uil Pa. "A Rieti il carcere funziona al 30% della potenzialità, a Trento è già quasi pronto un istituto nuovo, ad Avellino tra qualche settimana sarà disponibile un nuovo padiglione da 400 posti, a Rimini è pronta una nuova sezione, ad Ancona l’istituto non è ancora a pieno regime. Potremmo continuare – dice il segretario Eugenio Sarno – per un lungo elenco fino ad arrivare al paradosso del nuovo istituto alle porte di Reggio Calabria pronto ma non fruibile per la mancata costruzione della strada di collegamento".La Uil Pa passa poi a suggerire una priorità per l’agenda politica dei parlamentari alla ripresa di lavori: "i nostri politici, Alfano in testa, hanno il dovere etico e morale di fornire e favorire soluzioni utili per contenere la barbarie che ogni giorno si afferma all’interno delle nostre prigioni attraverso l’inumanità, l’inciviltà e l’illegalità".

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