Carceri: tutto esaurito in regione, oltre ogni limite


PARMA, 10 MAG. 2010 – Carcere come luogo di massima sicurezza. Per la società che grazie a questa istituzione viene messa al sicuro da coloro che trasgrediscono le leggi riguardanti il vivere comune. Ma anche per i detenuti, che dovrebbero trovarsi nelle mani dello Stato inseriti in un percorso di riabilitazione. Una strada impossibile da percorrere se il carcere finisce per diventare un posto invivibile, soprattutto a causa del problema del sovraffollamento. Di queste annose questioni si è parlato stamattina a Parma in una riunione del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe. In Italia la situazione da "tutto esaurito" riguarda dodici regioni tra le quali a spiccare è l’Emilia-Romagna con una cifra record di 4685 detenuti ospitati a fronte di 2380 posti letto ufficialmente disponibili. Un dato che, trasformato in percentuale, è pari al 191% di detenuti in più rispetto alla capienza consentita dalle strutture.A parlare di "Bomba pronta ad esplodere" è Vito Serra, segretario regionale del sindacato. Mentre Donato Capece, segretario generale Sappe, sottolinea la necessità di fare ricorso a misure alternative alla detenzione, con due strumenti in particolare: il potenziamento degli arresti domiciliari e l’istituto della messa in prova. "Due sistemi – dice Capece – che dovrebbero fare uscire dal carcere circa 12mila detenuti". Di recente il Sappe ha valutato positivamente anche la proposta del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi di trasferire nelle comunità i tossicodipendenti che si trovano in carcere per reati di lievi entità. Un progetto di riforma che potrebbe liberare altre diecimila persone incidendo ulteriormente sul sovraffollamento.Intanto per alleviare il problema si attende l’aumento della disponibilità di accoglienza delle strutture carcerarie. L’Ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia, ad esempio, chiuderà fra qualche anno e il sindacato chiede già da ora che venga trasformato in casa circondariale. "C’è un accordo tra amministrazione penitenziaria e Regione Emilia-Romagna – spiega Giovanni Durante, segretario generale aggiunto del Sappe – entro dieci anni sarà completamente dismesso e Castelfranco Emilia diventerà la struttura che dovrà contenere i soggetti internati. Attraverso questo progetto si recuperano 300 posti detentivi a Reggio Emilia ai quali si dovrebbero aggiungere 400 del nuovo carcere di Forlì altri 200 del nuovo padiglione di Bologna. In questo modo si dimezza il sovraffollamento in Emilia-Romagna".In cella si continua a morire. Il suicidio avvenuto ieri a San Vittore è il venticinquesimo dall’inizio dell’anno. Un numero troppo elevato che svela ancora una volta la situazione spinta oltre il limite delle carceri in Italia.

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