Carceri strapiene, la rivolta delle scodelle


BOLOGNA, 18 MAG. 2010 – I detenuti del carcere della Dozza hanno rotto il muro del silenzio. Hanno inforcato forchette, piatti e cucchiai e con questi fatto rumorosamente vibrare le inferriate delle celle in cui sono ospitati. Un modo per far sentire la loro condizione di disagio: sono in 1150 in una struttura che ha una capienza massima di 502 detenuti. I reclusi "hanno cominciato una rumorosissima protesta con battitura delle stoviglie sulle grate e sui cancelli" ha comunicato con una nota il segretario generale della Uil Pa Penitenziari, Eugenio Sarno: "mentre ci apprestiamo a celebrare l’Annuale del Corpo – ha commentato – dalle periferie continuano ad arrivare inequivocabili segnali di una tensione che monta".La protesta, ha precisato il sindacalista, si è svolta in due momenti: dalle 12 alle 12.30 e dalle 17 alle 17.30. "I detenuti – ha spiegato Sarno – hanno fatto sapere di protestare contro il sovraffollamento e per sollecitare l’adozione di misure deflattive. Non è escluso che oggi la protesta possa ripetersi ed estendersi in altri istituti".Nel giorno del 193/o anno della Polizia penitenziaria c’è poco da festeggiare. La situazione delle carceri italiane è drammatica, si calcola che circa 65mila uomini e donne sono reclusi al di là di ogni limite di capienza. E la regioni a registrare l’indice più alto di sovraffollamento è l’Emilia-Romagna, con una cifra record di 4685 detenuti ospitati a fronte di 2380 posti letto ufficialmente disponibili. Un dato che, trasformato in percentuale, è pari al 191% di detenuti in più rispetto alla capienza consentita dalle strutture.Il "tutto esaurito" oltre ogni limite, comporta gravi conseguenze. Oltre alla tensione che sta montando in queste ore, c’è il rischio relativo al contagio e alla diffusione di malattie tra chi si trova ospitato. Il Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Bologna, l’avvocato Desi Bruno, ieri ha citato dati "drammatici" riferiti al caso della Dozza: "quattro persone in celle di nove metri quadri, le sezioni A e B del terzo piano con docce impraticabili per mancanza di acqua calda, pareti ammuffite e piastrelle staccate."Per controllare le condizioni igienico-sanitarie dei detenuti, Desi Bruno ha chiesto con urgenza alle autorità competenti una visita ispettiva al carcere, per controllare le condizioni igienico-sanitarie dei detenuti. Un’attività che attualmente è impedita dall’eccessivo sofraffollamento. "Anche la relazione dell’Ausl del gennaio scorso rilevava – ha ricordato Bruno – che il progetto sul ‘polo di accoglienza’ (che prevendeva per i nuovi arrivati uno screening infettivologico con permanenza in una sezione apposita per una settimana) non può essere realizzato proprio per l’elevato numero di ingressi."Di recente Desi Bruno, che è anche coordinatrice di tutti i garanti delle persone private della libertà, ha espresso "grande preoccupazione per l’avvicinarsi della stagione estiva, periodo nel quale i numeri del sovraffollamento arriveranno a quota 70.000 e la vivibilità nelle carceri sarà completamente cancellata".

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