Carceri: più ore d’aria, ma con meno personale


© Trc-TelemodenaMODENA, 9 LUG. 2009 – I 50 detenuti sono stati trasferiti, ma la situazione al carcere Sant’Anna non è migliorata granché. I detenuti continuano a superare di gran lunga quota 500, con cinque o sei persone per cella, alcune della quali costrette a dormire in terra e senza materasso. Ogni agente a turno gestisce una settantina di detenuti, ed è già capitato, a causa di un’improvvisa malattia di un poliziotto della penitenziaria, che un collega sia rimasto in servizio dalle 15 fino alle 7 del mattino successivo, dovendo controllare contemporaneamente due reparti. Una situazione al limite, che rischia di aggravarsi, perché l’amministrazione penitenziaria centrale chiede maggior impegno della polizia nel periodo estivo, per allentare la tensione provocata dal caldo, che in alcuni carceri ha portato a proteste fra i reclusi.“Buone intenzioni non c’è che dire – spiega Luciano Ianigro di Fp-Cigl – poter lasciare all’aperto più a lungo i detenuti quando c’è caldo è scelta umana. Ma se allunghiamo l’attuale turno, che finisce alle 15, servono almeno due uomini in più in servizio e non ci sono. Non dimentichiamo che anche per noi inizia il periodo di ferie, e già ora mancano 4 o 5 agenti per turno”. La circolare firmata dal capo dell’amministrazione penitenziaria Franco Ionta, però, parla chiaro: i detenuti meno pericolosi devono rientrare nelle celle solo per dormire, nessuna esigenza del personale potrà giustificare una contrazione del tempo all’aperto. “E noi cosa dovremmo fare – continua Ianigro – mettere nell’area verde settanta detenuti con un solo agente, che se va bene in caso di disordini non può chiamare aiuto perché la radio non va, come già accaduto? E del collega cosa sarà?”, dice amareggiato il rappresentante del sindacato.Il problema è che servono uomini, e in tutto il paese – aggiunge Vincenzo Santoro, Cgil – mentre le assunzioni previste sono appena 300, per tutti i carceri, quando ogni mese ci sono mille nuovi detenuti. E non si aspettano molto i sindacati nemmeno dall’incontro con Ionta previsto per il 20 luglio. “Ci parleranno del piano carceri e dei progetti futuri. Ma le carceri scoppiano adesso e sempre adesso manca il personale, non domani”, conclude sconsolato Ianigro.

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