Carceri, in Emilia-Romagna sono sempre più affollate


BOLOGNA, 11 MAR. 2010 – Il problema delle carceri sovraffollate in Emilia-Romagna continua a peggiorare. I dati sono tra i peggiori d’Italia, con una presenza di detenuti che più del doppio di quella consentita sulla carta dalle strutture penitenziarie. L’ultimo aggiornamento, datato metà febbraio, arriva direttamente dalla voce di Nello Cesari, Provveditore regionale per l’amministrazione penitenziaria: "Siamo davanti a un più 114% di presenze rispetto alla capienza tollerabile e addirittura a un più 191% rispetto a quella regolamentare".Di questi numeri si è parlato in un convegno intitolato "L’emergenza carceri", che si è tenuto oggi presso la Cappella Farnese a Bologna. Un tema che secondo Cesari è sinonimo di "emergenza sociale, in quanto nelle carceri vanno a finire problematiche non risolte, ma solo rimosse dalla società civile". Cesari ha sottolineato come l’Emilia-Romagna sia l’unica regione d’Italia con un dato di presenze superiore di oltre il 100% rispetto alla capienza tollerabile e ha auspicato che si inverta il trend negativo di permessi e autorizzazioni a scontare la pena fuori dalle prigioni. Bologna, ha ricordato, rimane la struttura più affollata con 1.079 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 430, "numeri che creano grossi problemi di tenuta". Non solo, anche il rapporto tra agenti di polizia penitenziaria e detenuti in regione è uno dei più bassi.Per Cesari l’emergenza è dovuta "a errori di natura strategica che scaturiscono dalla mancata soluzione del problema penale di questo paese". Non si può, ha rimarcato, "gridare al carcere in continuazione e poi stupirsi del sovraffollamento", come neanche "introdurre nuovi riti processuali e poi celebrare quei processi dopo anni". O ancora "prevedere la pena detentiva per tossicodipendenti e clandestini e poi dolersi che i penitenziari sono pieni di questi soggetti".Il Provveditore ha anche bocciato il piano emiliano-romagnolo di edilizia penitenziaria che prevede sei interventi per 1.159 nuovi posti: "E’ sovradimensionato", lo ha definito Cesari.

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