Carceri affollate, la polizia penitenziaria manifesta a Bologna


BOLOGNA, 7 LUG. 2009 – Ad una settimana di distanza dalla protesta milanese del 30 giugno, i sindacati di polizia penitenziaria hanno indetto una nuova manifestazione nazionale, che si terrà domani a Bologna per protestare contro lo stato delle carceri italiane e le condizioni di lavoro degli agenti. Il concentramento è previsto alle 10 davanti al carcere della Dozza, dove si riuniranno tutti i sindacati del settore: Sappe, Osapp, Sinappe, Ussp, Cgil, Cisl e Uil, in rappresentanza del 95% del personale."Domani – ha annunciato il segretario generale del Sappe Donato Capece, che sarà presente nel capoluogo emiliano – saremo a Bologna a manifestare sui gravi riflessi su sicurezza e condizioni di lavoro dei baschi azzurri in relazione alla drammatica situazione carceraria nazionale, contraddistinta da 64.000 detenuti a fronte di 42.000 posti letto disponibili e con 5.000 agenti di polizia penitenziaria in meno negli organici del corpo". Secondo Capece "la situazione peggiora di giorno in giorno, ma ministero della Giustizia e amministrazione penitenziaria non mettono in campo alcun provvedimento correttivo concreto, aggrappandosi anzi ai presunti poteri taumaturgici di un Piano carceri predisposto dal Capo DAP Franco Ionta che dimostra ogni giorno di più di non essere in grado di gestire le emergenze penitenziarie".Gli agenti della Polizia Penitenziaria che domani manifesteranno a Bologna davanti al carcere della Dozza, alle 12 osserveranno un minuto di silenzio in memoria del collega Davide Aiello, ucciso a Catania da un ispettore in preda a una crisi depressiva. L’ omaggio alla vittima – ha annunciato il segretario generale della Uil Pa Penitenziari, Eugenio Sarno – avverrà contemporaneamente all’ inizio della cerimonia funebre in suffragio dell’ agente ucciso. "Nonostante che da settimane un corpo di polizia della Repubblica manifesta e protesta, anche per chiedere maggiori unità e risorse – ha affermato Sarno – il Governo e il ministro Alfano continuano a essere impassibili, indifferenti e immobili. Eppure all’interno delle prigioni d’Italia si consuma il dramma della sopraffazione della dignità umana a cui si coniugano indegne condizioni di lavoro per tutti gli operatori penitenziari. Bologna, con la Dozza – ha concluso – è un esempio lampante dello scempio del diritto, del degrado incivile, della dignità umana vilipesa".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet