Carceri abbandonate, il silenzio del Guardasigilli


BOLOGNA, 29 SET. 2010 – Tra le emergenze italiane abbandonate a sé stesse, nell’inerzia di un governo invischiato in faccende quasi private, c’è quella delle carceri. Nel Paese il numero dei detenuti è doppio rispetto a quello che potrebbe essere per legge trattenuto negli istituti a disposizione. A stilare la triste classifica dei penitenziari ci ha pensato la Uil Pubblica Amministrazione, attraverso una rilevazione che ancora una volta testimonia "la situazione di sfascio ed inefficienza e il silenzio disorientante e sconcertante del Guardasigilli", denuncia Eugenio Sarno, segretario dell Uilpa.La regione che registra il maggiore sovraffollamento è l’Emilia Romagna, con 4.444 detenuti a fronte di una capacità di 2.388 (in termini percentuali, l’indice di sovraffollamento è dell’85,7%). La situazione peggiore è a Ravenna (nono posto in Italia con 143 denuti in 59 posti), seguita da Bologna (al 13/o posto, 1124 su 497) e Piacenza (397 rispetto a una capienza di 198). Ma non stanno bene nemmeno Rimini, Reggio Emilia e Modena.I dati che mostrano di più lo stato di sofferenza riguardano i suicidi e i tentati suicidi. In Emilia-Romagna dall’inizio dell’anno si sono verificati tre morti e 17 persone che hanno tentato di farla finita. 319, poi, sono stati gli episodi di autolesionismo dietro le sbarre. "Abbiamo lanciato da tempo – dice Sarno – l’allarme sulla complessa situazione penitenziaria dell’Emilia-Romagna. E’ ora che qualcuno si dia una mossa prima che tutto diventi irrecuperabile".La Uilpa se la prende inoltre contro gli sprechi perpetrati dal Dipartimeno dell’Amministrazione Penitenziaria, che non interviene nemmeno laddove potrebbe farlo. Tra i casi più clamorosi di inefficienza elencati dal sindacato ci sono automezzi appena acquistati adibiti al trasporto detenuti che perdono le portiere e nuove manette comprate in confezioni da cinque coppie ma con solo due chiavi non riproducibili. Non resta altro da fare, spiega Sarno, che "segnalare le deficienze amministrative, alla magistratura contabile".

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