Carceri, a Ravenna si allunga la lista dei suicidi


RAVENNA, 12 OTT. 2010 – Sono ormai 54 i suicidi nelle carceri italiane dall’inizio del 2010. L’ultimo della lista è D.B.C., un detenuto di 42 anni nato a Gela, in provincia di Caltanissetta, e rinchiuso dallo scorso 29 settembre nel carcere di Ravenna. L’uomo, arrestato per rapina e già noto alle forze dell’ordine anche per via di un passato da collaboratore di giustizia, si è impiccato nella sua cella. Le guardie lo hanno scoperto stamattina intorno alle 8 e a darne notizia è stato il segretario generale della Uil Pa Penitenziari, Eugenio Sarno. "Sarà pur vero che è difficile dimostrare il nesso tra le condizioni detentive e la decisione di evadere dalla propria vita, ma quando ciò capita in un istituto come Ravenna questo nesso rappresenta una quasi certezza", commenta Sarno ricordando che "in quella struttura l’affollamento medio si attesta attorno al 145-150%. Potrebbe contenere al massimo 59 detenuti ma le presenze sono sempre molte di più. Nell’ultima rilevazione eseguita il 29 settembre se ne contavano 143". Inoltre – continua – "il contingente di personale è ridotto all’osso e i servizi sono organizzati in maniera da non poter garantire i livelli minimi di sicurezza. A fronte di un contingente previsto di 78 unità ne risultano in servizio solo 52. Una carenza organica di circa il 34% che rischia di paralizzare l’intera organizzazione. Di fronte al ripetersi di eventi luttuosi, all’esplosione delle violenze, all’accertata impossibilità di gestire il sistema – afferma ancora il segretario Uil Pa Penitenziari – non possiamo non inviare al capo del Dap l’ennesimo invito affinché convochi un tavolo di confronto ed appellarci al Parlamento perché legiferi in materia. Per quanto ci riguarda – conclude Sarno – noi riteniamo che il Governo, il presidente Berlusconi e il ministro Alfano, avendo già proclamato lo stato di emergenza per le carceri, abbiano tutti gli strumenti e tutte le motivazioni per procedere in via di decretazione urgente. Soprattutto per quanto attiene la possibilità di nuove assunzioni in polizia penitenziaria".

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