Carcere di Bologna, la Polizia Penitenziaria allo stremo


LUNEDI’ 17 AGO 2009 – La situazione al carcere di Bologna continua a peggiorare. Dopo l’iniziativa dei Radicali, che hanno "trascinato" nelle carceri italiane 150 parlamentari per verificare la drammatica situazione di sovraffollamento, stavolta sono le stesse guardie carcerarie a chiedere provvedimenti urgenti. La Casa Circondariale di Bologna è un caso emblematico. Secondo i Sindacati della Polizia Penitenziaria, l’organico di guardie carcerarie in forza alla Dozza conta solo 344 unità, contro le 480 previste dal regolamento del carcere. Una mancanza gravissima nell’organico, che costringe gli agenti a turni estenuanti di 9-10 ore, contro le sole 6 ore e un quarto previste dal contratto. Gli agenti sono inoltre costretti a prendere il giorno di riposo solo una volta ogni due settimane. Non solo: tutte queste ore di straordinario non sono pagate da due mesi, perché da Roma non arrivano i fondi aggiuntivi necessari.Sarebbe sufficiente questo per giudicare la situazione inaccettabile. Ma non basta: la popolazione carceraria della Dozza supera del doppio la capienza massima dell’edificio. I detenuti sono infatti 1.193, contro soli 494 posti di capienza regolamentare. Desi Bruno, garante per i diritti delle persone detenute di Bologna, dopo la visita di Ferragosto alla Dozza, nella quale ha accompagnato il deputato radicale Marco Beltrandi, ha definito la struttura "vicina al collasso". "Il caldo è terrificante – ha riferito la Bruno – e in alcune celle è stato necessario mettere materassi per terra. Nel reparto infermeria, quattro persone stanno in 10 metri quadri, senza lo spazio per camminare. All’organico della polizia penitenziaria mancano 200 agenti. Una realtà insostenibile, considerato che il carcere è pieno di stranieri e tossicodipendenti". La garante non vede vie di uscita all’orizzonte: "Manca – ha detto – un progetto serio sulle carceri. E intanto si continuano a votare leggi che peggiorano la situazione, rincorrendo un’emergenza che non c’é: i reati di allarme sociale, in realtà, calano. Ora è stato addirittura reintrodotto l’arresto per oltraggio a pubblico ufficiale. Intanto si penalizzano le misure alternative alla detenzione. Per fortuna, i detenuti della Dozza stanno protestando in maniera civile".

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