Carburanti. “No a nuovi rincari per aiutare la cultura”


BOLOGNA, 25 MAR. 2011 – Il reintegro dei fondi allo spettacolo? Lo si paga al distributore. Così ha deciso il governo per non azzoppare il mondo della cultura, come stava per fare l’ultima Finanziaria. L’iniezione di risorse arriverà ora grazie a "un modestissimo aumento delle accise della benzina. Un piccolo sacrificio di uno o due centesimi, che tutti gli italiani saranno lieti di poter fare". Queste le testuali parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Tutti gli italiani? Non proprio. Profondamente contraria è la Cna-Fita dell’Emilia-Romagna, preoccupata per i suoi autotrasportatori.“Un provvedimento sbagliato nella tempistica, nel metodo e nei contenuti – precisa Cinzia Franchini, Presidente Cna-Fita Emilia Romagna – che oltretutto non risolverà i problemi della cultura e del mondo dello spettacolo, ma andrà a rendere più gravosa la spesa per tutti gli utenti della strada. Così facendo si vanno a penalizzare le tasche dei cittadini indiscriminatamente e non si forniscono risposte adeguate al mondo del trasporto. A conti fatti l’incremento di 1 o 2 centesimi di euro per litro vanno a riassorbire abbondantemente una parte delle risorse destinate all’autotrasporto, come ad esempio l’eco-bonus o il fondo di garanzia appena stanziati.” La Presidente Fita riassume quanto è accaduto: in pratica il sottosegretario Bartolomeo Giachino assume impegni economici con la categoria dei trasportatori, poi il Governo con una mano da e con l’altra si riprende gli stessi soldi tentando di generare una grottesca contrapposizione fra esigenze della cultura e diritti di chi, o per lavoro o per necessità, deve utilizzare veicoli a motore per soddisfare le proprie esigenze di mobilità.“E dire che – precisa Cinzia Franchini – per fare fronte alle più che legittime necessità di finanziamento del cinema e del mondo dello spettacolo si poteva ricorrere a strumenti meno penalizzanti per chi lavora, come ad esempio il ricorso alla tassazione del “gioco” o intervenendo sui proventi delle sigarette, ad esempio. L’incremento che il Governo ha dichiarato che gli Italiani “saranno felici di voler pagare” è uno scherzetto che ad un imprenditore medio che percorra in un anno circa 80.000 chilometri con il proprio camion, costerà ben più che la tassa di possesso del proprio veicolo. “Ora abbiamo capito a cosa serviva il tempo che il sottosegretario Giachino si è preso per definire come andavano suddivise le risorse destinate al trasporto merci – conclude Cinzia Franchini – Mentre in realtà occorrerebbero provvedimenti che vadano a congelare gli aumenti del costo del gasolio, balzato alle stelle in questi ultimi mesi, non si è persa l’occasione per aggiungere un ulteriore balzello adducendo quale paravento, agli occhi dell’opinione pubblica, la scusa di tutelare il cinema e lo spettacolo.”

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