Carburanti, continua la contrazione dei consumi


E’ amaro il bilancio che FAIB-Confesercenti Modena traccia sulle vendite di carburante nel periodo festivo appena trascorso. Tra il 23 dicembre 2013 e il 6 gennaio 2014, si è registrata una contrazione che riflette la linea di tendenza negativa dell’anno appena concluso. Nel 2013 i consumi di benzina sono diminuiti del 5,7%, quelli di gasolio del 4,7% rispetto al 2012.

“Dicembre e i primi giorni di gennaio – esordisce Franco Giberti, presidente di FAIB-Confesercenti Modena, il sindacato dei gestori delle stazioni di servizio – confermano la tendenza al ribasso delle vendite, smentendo la tradizionale fase di recupero che in genere andava a migliorare la media annua, con un ulteriore sofferenza sulla rete carburanti. E le prospettive non appaiono incoraggianti”.

Dal 1° gennaio infatti è scattato l’aumento dell’imposta di consumo sugli oli lubrificanti (da 750 a 787,81euro per 1000 kg). Dal 1° marzo, invece, aumenteranno le accise su benzina e gasolio. “È l’effetto del rincaro deciso dal Decreto del Fare (DL 69/2013) – continua Giberti – e attuato con un provvedimento del Direttore Centrale dell’Agenzia Dogane-Monopoli del 24 dicembre scorso. Le accise sulla benzina passeranno da 728,40 a 730,80 euro per 1000 litri, mentre per il gasolio il prelievo salirà da 617,40 a 619,80 euro sempre per 1000 litri”.

Notizie certamente non positive per consumatori e gestori della rete carburanti che stanno assistendo ad una continua contrazione degli erogati. “Peraltro – aggiunge il presidente di FAIB Modena – l’ennesimo ritocco dell’accisa è solo il primo degli aumenti previsti di imposizione fiscale sui carburanti che dovranno sopportare i cittadini”. Nei prossimi tre anni infatti, sono programmati ben quattro incrementi. Nell’insieme, sulle spalle degli automobilisti ricadranno – fra il 2014 e il 2017 – maggiori imposte per 1,3 miliardi di euro: 1,07 di maggiori accise e 237 milioni dell’IVA relativa.

“Scenario che lascia intravedere un ulteriore calo dei consumi di carburanti, mettendo a dura prova i gestori degli impianti, già in forte difficoltà a causa dell’andamento negativo del mercato – continua Giberti – Mentre impianti chiusi o abbandonati cominciano a diventare la regola anche sul nostro territorio: quasi 15 quelli per i quali le compagnie hanno chiesto la sospensiva al Comune. Ma a rimetterci questa volta sarà anche lo Stato a furia di aumentare accise ed IVA. Stando ai numeri con l’IVA al 22% e con l’accisa su benzina e gasolio è probabile che i consumi continueranno a contrarsi. Ipotizzando nel 2014 un calo analogo a quello del 2013, l’incremento di accise e IVA non porterebbe ad un aumento di gettito, anzi ci sarebbe, a parità dei prezzi dei combustibili, una riduzione da 15.9 a 15.3 miliardi”.

“Ma non è che uno dei problemi. Se la crisi ha inferto un duro colpo all’erogato, ad influire negativamente sugli incassi dei gestori hanno contribuito anche le politiche delle compagnie petrolifere orientate a regolare il mercato non proprio a favore delle piccole stazioni di servizio e il proliferare di pompe carburante ghost, di quelle della grande distribuzione, in crescita oltretutto, unione dei retisti etc. Fattori che messi insieme, al di là della ben poco leale concorrenza, si sono ripercossi sul lavoro: con una riduzione del servizio offerto alla clientela, per quello che riguarda Modena e il suo territorio del 50% e oltre, e quindi dello stipendio per chi ha dei dipendenti, arrivando nei casi più estremi a doverli lasciare a casa. Nuovi casi di disoccupazione che si creano dopo 20 a volte 30 anni di attività, fondata su fiducia e rispetto, per persone di oltre 50 anni, impossibilitate data la situazione attuale a ricollocarsi in nuovi posti di lavoro”, conclude Giberti.

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