Capolinea in arrivo per i lavoratori della BredaMenarini


BOLOGNA, 6 LUG. 2012 – E’ l’ultima realtà a produrre bus e potrebbe ridursi soltanto a un marchio di fabbrica. Stiamo parlando della BredaMenarini, storico stabilimento bolognese i cui lavoratori rischiano di essere lasciati a piedi. A volerli sulla strada è Finmeccanica, colosso a partecipazione statale proprietario della maggioranza delle quote dell’azienda.L’intenzione, nota da mesi, è la messa in vendita della Bredamenarini. Con tutte le possibili mosse che di solito avvengono in simili contesti. "Si rischia un intervento riorganizzativo per renderla più appetibile" e che "si venda a terzi che hanno interesse solo al marchio". A denunciare possibili strategie di "make up" è la Fiom di Bologna. "Siamo molto preoccupati per le prospettive occupazionali", spiega il il segretario provinciale Giordano Fiorani. La scorsa settimana si è tenuto un incontro in Regione, "che si è impegnata – ha spiegato Fiorani – a intervenire nei confronti del Governo e di Finmeccanica". Obiettivo, un tavolo dove parlare "a bocce ferme" del nuovo piano industriale, prima che venga presentato dall’azienda. Ma "se dovesse prevedere ridimensionamenti o dismissioni", i metalmeccanici Cgil si opporranno "con tutte le forze, senza escludere nessuna iniziativa".Attualmente alla Bredamenarini la produzione è "quasi completamente congelata", spiegano dal sindacato. 260 lavoratori su 290 sono in cassa integrazione da gennaio, con tre accordi, l’ultimo dei quali prorogato a fine settembre. 

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet