Caorso, uno sciopero tra le proteste


CAORSO (PC), 24 NOV. 2009 – C’è chi li ha accusati di ritardare la partenza delle barre di uranio, e quindi lo smantellamento definitivo dell’ex centrale nucleare, ma i lavoratori dell’impianto di Caorso hanno deciso comunque di scioperare. La mobilitazione avviene in concomitanza con la visita del commissario di Sogin, l’azienda che gestisce i lavori di dismissione ma che da agosto è commissariata. E la Cgil, che l’ha proclamata assieme alla Rsu dei lavoratori, sostiene che questa decisione si è resa necessaria in mancanza di risposte sul futuro dell’azienda e in vista di una sua parziale privatizzazione. "Prevediamo che ci possa essere lo spacchettamento e che quindi i lavoratori debbano andare ad operare in altre società, tipo Ansaldo o roba del genere – ha detto Mario Cabrini della Filcem-Cgil – Di per sè non è una cosa scandalosa, ma vorremmo saperlo, vorremmo discutere con l’azienda quali sono le loro prospettive". La preoccupazione della Cgil riguarda infatti la mancanza dell’atto di indirizzo del Governo, che orienta le scelte della Sogin e definisce le tappe dello smantellamento della centrale di Caorso, in fase di rallentamento da diversi mesi. La protesta cade tra l’altro in un momento in cui si torna a parlare, a livello nazionale, di nuovo nucleare. "Per dimostrare che l’Italia ha le caratteristiche per imboccare la nuova strada del nucleare sicuro – ha proseguito Cabrini – la prima cosa che deve fare è dimostrare che riesce a smantellare gli impianti e a bonificare il territorio. Impegno che in Italia si era preso ma che a tutt’oggi non trova risposte".

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