Caorso, la Regione ribadisce il no a una nuova centrale


BOLOGNA, 26 OTT. 2010 – Di costruire un nuovo impianto in quel di Caorso proprio non se ne parla. Men che meno di riavviare l’impianto che già c’è e che è in via di smantellamento, per altro in una fase già avviata. Questo il sunto della risposta fornita da Paola Freda, assessore all’Ambiente dell’Emilia Romagna interpellata dalla consigliera dei Verdi Gabriella Meo sugli interventi della Regione per impedire definitivamente l’installazione di centrali nucleari."Confermiamo senza alcun dubbio la nostra posizione – ha detto Freda -, non siamo e non saremo favorevoli all’installazione di una centrale nucleare a Caorso, useremo tutti gli strumenti a nostra disposizione perché ciò non avvenga". La posizione della Giunta regionale contraria al programma nucleare del Governo, ha aggiunto, è stata ribadita dal presidente Vasco Errani nella relazione programmatica all’Assemblea.Paola Freda ha inoltre ricordato le tappe dello smantellamento della centrale di Caorso: decontaminato il circuito primario (febbraio 2004); smantellato edificio Torri Rhr (maggio 2008); tutto il combustibile irraggiato (giugno 2010) e ora sono in corso lo smantellamento dei componenti dell’edificio Off-gas, che dovrebbe terminare a fine mese e il trattamento all’estero di rifiuti radioattivi pregressi, da completare entro il 2013. Sulle scorie, l’assessore ha confermato che è stato completato il 30 giugno scorso il trasferimento all’estero di tutto il combustibile esaurito (la cui attività era il 99,36% della radioattività del sito), mentre nei depositi interni alla centrale si trovano ancora 8.279 fusti di rifiuti a media e bassa radioattività.La Meo, condividendo la scelta di ostacolare l’installazione di centrali nucleari sul territorio regionale, ha rilevato che "fa riflettere come, a fronte di uno smantellamento in corso da anni (450 milioni il costo previsto), ci siano ancora tanti fusti nei depositi".

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