Caorso “incatenata”: in 3.000 contro il nucleare


DOMENICA 22 MAG 2011 – Una catena umana lunga due chilometri per "incatenare" la centrale nucleare di Caorso. Circa 3.000 persone hanno partecipato ieri nella cittadina piacentina alla manifestazione a favore del Sì al referendum del 12 e 13 giugno per fermare la riapertura delle centrali nucleari italiane. Manifestazioni analoghe sono state organizzate nelle altre vecchie centrali italiane e nei siti "papabili" per le nuove centrali: Saluggia (Vercelli), Chioggia (Venezia), Monfalcone (Gorizia), Montalto (Viterbo), Termoli (Campobasso), Nardò (Lecce), Scanzano Jonico (Matera), la foce del fiume Sele (Salerno) e Palma di Montechiaro (Agrigento). Un serpentone, quello contro il nucleare, lungo idealmente più di 10 chilometri. A organizzare il tutto ci ha pensato il Comitato "Vota Sì per fermare il nuclare", di cui fanno parte tra gli altri Legambiente, Pd, Idv, Sel e Prc e altre associazioni ambientaliste.La manifestazione ha voluto innanzitutto rivendicare il diritto dei cittadini a esprimersi attraverso il referendum. Dopo la modifica della legge da parte del governo, la consultazione è infatti appesa al giudizio della Corte di Cassazione, che potrebbe decidere di stoppare il voto. "Vogliamo dire a chi intende riportare l’atomo in Italia – afferma il Comitato organizzatore – che gli italiani non accetteranno trucchetti. Non accetteranno che, senza cancellare il nucleare, si cancelli il loro diritto ad esprimersi col referendum" di giugno. Le 3.000 persone che sono scese in piazza a Caorso sono partite dalla frazione di Zerbio e hanno raggiunto la centrale nucleare dismessa, dove è tuttora in corso lo smaltimento delle scorie radioattive. Secondo gli organizzatori, ne servivano 1.800 per coprire i circa due chilometri del tragitto e dunque è stato più che raggiunto l’obiettivo. "Siamo in un luogo simbolo del fallimento del nucleare in Italia – ha detto Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente e del comitato – per ribadire l’importanza di questo referendum". Cogliati Dezza ha ricordato che le alternative al nucleare "ci sono eccome, come dimostrano le cifre: l’energia elettrica prodotta negli ultimi anni in Italia con l’eolico e il fotovoltaico è l’equivalente di quella di due centrali nucleari". I partecipanti hanno ‘decorato’ la catena umana con bandiere, striscioni, uomini e donne ‘sandwich’ a mò di pannelli fotovoltaici. A Caorso c’erano anche tre assessori della regione Emilia Romagna, Sabrina Freda, Paola Gazzolo e Giancarlo Muzzarelli, per ribadire che la Regione è contraria al ritorno del nucleare.

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