Cantina della Volta presenta il lambrusco “sui lieviti”


Giornata speciale per Cantina della Volta lo scorso lunedì 30 ottobre: una platea di 80 persone, composta principalmente dalla rete vendita, è accorsa da ogni parte d’Italia a Bomporto per scoprire in anteprima assoluta le nuove bollicine create dall’azienda. Si chiama D.D.R. 2009 (da degorgiatura dosaggio recente, come recita l’etichetta) ed è un prodotto unico nel suo genere: il primo Lambrusco Metodo Classico ad aver trascorso 84 mesi – ben sette anni – sui lieviti.
D.D.R. 2009 è ottenuto dalla vinificazione in purezza delle migliori uve di Lambrusco di Sorbara, coltivate nei terreni alluvionali del fiume Secchia e raccolte rigorosamente a mano. Di colore rosso rubino dalla spuma purpurea, la nuova creazione di Christian Bellei – deus ex machina di Cantina della Volta – coniuga in un sapiente equilibrio vinosità e leggerezza. Al naso e al palato sprigiona intense note di frutta matura, tra cui spiccano ciliegie, more e ribes. Un Metodo Classico di grande personalità, in cui il piacere della degustazione è prolungato grazie alla sua lunga persistenza.
“Ci troviamo di fronte a un Lambrusco molto particolare – commenta Christian – il D.D.R rappresenta un vino ben definito, caratterizzato da due componenti precise: acidità e alcool. Due caratteristiche che, per quanto riguarda la mia personale esperienza, donano equilibrio e longevità. Una visione nuova quindi del Lambrusco, ulteriormente rafforzata da un dosaggio particolare in cui lo zucchero regala grandi soddisfazioni in termini di affinamento e potenziale evolutivo”.
Ospite d’onore lo chef Massimo Bottura che racconta così di quando proprio nel suo ristorante vide nascere Cantina della Volta. “Era il 2010, una fredda giornata d’inverno, quando Christian venne a pranzo alla Francescana. Gli dissi: <<se hai delle persone al tuo fianco che credono in te e ti lasciano esprimere è un’occasione da non perdere>>. Ecco come nacque Cantina della Volta – prosegue Massimo – Ho sempre pensato che Christian, e prima di lui Beppe, fossero i più bravi winemaker che ci fossero a Modena. Oggi dopo solo 7 anni si vedono già chiaramente i risultati. È l’ossessione della qualità – dell’uva, del terreno, della materia prima – la stessa ossessione che guida la mia cucina. Perché si sa come siamo noi modenesi: avia pervia, fai sembrar semplice una cosa complicatissima”!

Riproduzione riservata © 2018 viaEmilianet