Cantelli Forti: ogm sono sicuri, basta no pregiudiziali


Giorgio Cantelli Forti, presidente dell’Accademia nazionale di agricoltura, lancia la campagna pro ogm, e accusa: “L’Italia non può continuare con questo atteggiamento manicheo e da ayatollah”. Perchè i prodotti agricoli geneticamente modificati sono “più studiati e garantiti di un farmaco e impediscono lo sviluppo delle microtossine”. Insomma, i benefici sarebbero superiori ai rischi. Cantelli Forti, che questa mattina a Bologna ha inaugurato il 207esimo anno accademico dell’istituzione che presiede, ricorda che già 10 anni fa, da presidente della Società italiana di tossicologia, promosse due documenti sulla sicurezza degli Ogm e sulla loro trasferibilità nell’ambiente. “Non si può dire utopisticamente ‘non voglio’. Io devo correre un rischio per non avere un altro rischio. E siccome le microtossine sono portatrici di patologie gravissime, quindi di fattori di rischio cronici a basse dose, bisogna cercare di pensare che se gli Ogm impediscono la loro formazione, o le riducono di molto, e fanno usare meno antiparassitari, allora perchè non accettarne i benefici?”. Del resto, sottolinea Cantelli Forti, “il 60-80% del mais per mangimi o per alimenti viene già da Paesi che producono solo Ogm. Quei Paesi sono 40 anni che stanno consumando prodotti da ingegneria genetica: sono passate due generazioni e non abbiamo avuto mostri, non abbiamo avuto geni che si sono trasferiti, chi ha mangiato piante con la clorofilla non è diventato verde”. Questo vuol dire che in Italia “abbiamo un atteggiamento maniacale e manicheo sugli Ogm, un atteggiamento da ayatollah, antistorico e antimoderno”. Nel corso del convegno, Cantelli Forti lancia dunque la sua proposta di “agricoltura traslazionale, che dovrebbe essere promossa anche come strategia dell’intero Paese”. Ovvero, spiega il presidente dell’Accademia nazionale di agricoltura, fare ricerca scientifica che “parta dall’uomo verso la campagna, per cercare di avere prodotti agricoli progettati per la qualità e la salute”. Secondo Cantelli Forti, infatti, bisogna “cercare di promuovere il made in Italy implementando la sicurezza degli alimenti. Dobbiamo cercare di fare col made in Italy oltre alla qualità, che abbiamo, anche la sicurezza”. Questo vuol dire mettere in piedi “un network trasversale di competenze, dal medico all’agronomo che progetta, la campagna che dà la materia prima e l’industria di trasformazione che deve utilizzare questi prodotti, perchè sa che avrà un risultato sicuro”. Il consumatore, dal canto suo, “deve essere correttamente informato e l’Accademia ha questo ruolo – afferma il presidente – in modo che il consumatore sappia fare le proprie scelte, che non possono essere solo di discount ma devono essere scelte di qualità, perchè se non c’è sicurezza il costo sanitario è a carico di tutti”.

 

 

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