Canone su Pc e smartphone, la Rai ci ripensa


21 FEB. 2012 – La rivolta di Rete Imprese ha portato celermente i suoi frutti. L’abbonamento speciale, ovvero il canone Rai versato dalle imprese, è diventato meno speciale. Da quest’anno infatti l’idea del governo e di viale Mazzini era di far pagare chiunque in azienda o nel suo ufficio avesse un pc collegato a internet, oppure uno smartphone o un tablet. Questo perché apparecchi capaci di visualizzare i programmi Rai. Bollettini con importi dai 200 ai 6000 euro sono stati inviati ai titolari di attività economiche. Richieste subito bollate come ingiusti balzelli. "I computer gli imprenditori li utilizzano per lavorare, non certo per guardare i programmi Rai" ha commentato ieri Gabriele Morelli segretario di Cna Emilia Romagna, confederazioni di artigiani che fa parte di Rete Imprese Italia. Ma la Rai è tornata sui suoi passi e ha precisato che nessuna tassa va pagata da chi possiede un pc collegato alla rete, tablet e smartphone. Il versamento è da effettuare solo nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage) fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali imprese, società ed enti abbiano già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più televisori.

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