Canne al vento e… mani in alto


14 LUG 2009 – Guidare dopo essersi fatti una canna, no, proprio meglio di no. Ma anche dopo un doppio martini vodka (persino se shakerato e non miscelato). Ma tutto il pathos drammatico che avvolge ormai (dopo la legge Fini, benedetta da Livia Turco e company) la più banale delle trasgressioni, la canna, forse andrebbe anche un po’ ridimensionato. Sennò si rischia di non capire perché nonostante tutte le rogne che uno si attira fumando cannabis e hashish (servizi sociali, sospensione della patente, a volte pubblico ludibrio) tante persone continuino a farlo. Certo, tantissimi continuano anche a farsi di cocaina e di eroina o a schiantarsi contro i platani al sabato notte. Ma nel fumare canne c’è una dose di creatività che in altre attività, più dannose, normalmente non troviamo.Un paio di esempi degli ultimi giorni. A Massa Lombarda (Ravenna) un “ragazzo” 40enne coltivava in casa una piccola serra di cannabis (27 tenere piantine). Consapevole del rischio le aveva addobbate come alberi di Natale, con tanto di palle appese, pensando così di farla franca con i carabinieri. Solo che un albero di natale a luglio (anzi, diciamola tutta, 27 alberi di natale), qualche sospetto lo instilla anche nei più puri di spirito. E così gli agenti del commissariato di Lugo non solo non ci sono caduti, ma lo hanno arrestato e fatto condannare a un anno e 10 mesi di carcere (il che comporta due giorni di natale consecutivi dietro le sbarre, senza albero) e a 2400 euro di multa.Undici ragazzini di Faenza (Ravenna), in vacanza in montagna in provincia di Belluno, dopo aver presumibilmente sbavazzato un po’, giocato con la playstation, forse pomiciato, ascoltato musica eccetera alla fine hanno deciso di farsi un bel vassoio di biscotti con farina, uova e pezzetti di hashish (variante nobile, potremmo dire, delle Gocciole del Mulino Bianco). Dopo un po’ si sono sentiti male (o troppo bene, chissà) e hanno chiamato aiuto. Sono arrivati i poliziotti con uno stormo di ambulanze che li ha portati in ospedale. Ma in realtà non avevano nulla e quindi sono stati dimessi poco dopo. Il cuoco e il responsabile della dispensa sono stati denunciati. L’altra notte invece tre giovanissimi della provincia di Modena sono usciti “armati” di nove piantine di cannabis, due taniche per irrigare il terreno e una spatola per drenarlo. In piena notte stavano andando in un casolare abbandonato a fare un po’ di giardinaggio. I soliti anziani insonni hanno visto un po’ di movimento sospetto (clandestini arabi? prostitute romene? transessuali brasiliani?) e hanno chiamato il 113. E’ arrivata la polizia di Sassuolo e “zac”: tranciato il pollice verde.A Reggio Emilia invece la polizia ha arrestato un ragazzo marocchino di 25 anni, Tarek Bouamri, che passeggiava per il Campo di Marte (come Mitterrand, direte voi, ma sapete… la grandeur reggiana ha pochi limiti), che sarebbe un piccolo parco di Reggio, con una busta della spesa contenente 120 grammi di hashish. Il giovane Tarek è senza pemesso di soggiorno, senza fissa dimora e pure con precedenti per spaccio di droga. Ora, scusate, ma perché Tarek stava lì con il venticello fresco di questi giorni a farsi gli affari suoi mentre la badante dei miei vicini di casa è da due settimane che si rifiuta di uscire dalla sua stanza per paura? Mah, forse per rilassarsi un po’ dovrebbe farsi una canna…

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