Cancro: in Emilia-Romagna 50 nuovi casi al giorno


BOLOGNA, 2 FEB. 2009 – Sono oltre 20.000 gli emiliano-romagnoli colpiti dal cancro ogni anno e si stimano più di 50 nuovi casi al giorno. Il dato è stato diffuso con un comunicato in occasione della Giornata Mondiale per la Lotta al Cancro, che si celebra il 4 febbraio per iniziativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Unione Internazionale contro il Cancro. Tra i tumori più frequenti in Emilia-Romagna, quelli al colon-retto, con oltre 3.900 nuovi casi ogni anno, alla mammella, primo tra i tumori femminili con 3.700 nuove diagnosi all’anno, e al polmone. che con oltre 2.300 nuovi casi annui è la neoplasia più diffusa nella popolazione maschile di età superiore ai 40 anni e tra quelle a più elevata mortalità. In Italia sono oltre 270.000 i nuovi casi ogni anno e si calcola che nel 2010 saranno circa 1 milione e 900.000 gli italiani che hanno avuto la malattia, 200.000 in più rispetto al dato odierno. Una realtà che coinvolge circa una famiglia su 20. Ma grazie a screening, diagnosi precoci e innovazioni terapeutiche – sottolinea la nota – la lotta contro il tumore ha registrato successi molto significativi, anche per i pazienti con malattia negli stadi più avanzati. Miglioramenti terapeutici che rappresentano importanti passi avanti per chi vive direttamente o indirettamente la malattia. Lo testimoniano i malati e loro familiari, che hanno partecipato all’indagine "Vivere con il cancro". "Abbiamo chiesto a 40 pazienti affetti da carcinoma della mammella e del colon retto in fase di recidiva e ai loro famigliari di raccontarsi in due forum protetti su Internet", ha spiegato Claudio Bosio, vicepresidente di GfK Eurisko. Dall’indagine è emerso come ogni momento, ogni piccola cosa portata a termine nella vita, dopo la malattia, sia una conquista più che preziosa. La priorità è "avere tempo per assaporare fino in fondo ogni attimo di una vita a cui viene restituito valore". Uno studio del genere solo pochi anni fa non avrebbe avuto senso: il tempo a disposizione dei malati di cancro in fase di recidiva non lasciava spazio a riflessioni sulla qualità della vita e sul valore del tempo.

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