Cancellieri: semaforo verde per il Civis


BOLOGNA, 3 AGO. 2010 – Nessuno stop, deluso chi si aspettava un’ennesima rivoluzione nei trasporti cittadini: i cantieri per il Civis andranno avanti. Lo annuncia il commissario di Bologna Anna Maria Cancellieri dopo le "rassicurazioni molto confortanti" avute nel summit con i tecnici di Comune, Provincia, Atc e Università. L’incontro si è svolto nella mattina a Palazzo D’Accursio per valutare se continuare i lavori del tram su gomma in corso in città, tenendo conto degli effetti del suo passaggio del Civis in centro e alla luce del rischio per le Due Torri, ipotizzato nei giorni scorsi dal presidente dell’Istituto di vulcanologia Enzo Boschi. "La documentazione in possesso del Comune, che poi è pubblica quindi a disposizione di tutti – ha spiegato la Cancellieri – permette di stare tranquilli. Non c’é una situazione di pericolo rispetto al traffico in centro, e in particolare sotto le due Torri. E’ vero che il Civis pesa di più, ma vibra di meno". Anche per questo, ha ricordato il commissario, in via San Vitale e Strada Maggiore il manto stradale verrà rifatto aggiungendo giunti di sostegno e anti-vibrazioni. Nel summit tecnico è stato citato anche lo studio di Boschi ma "é stato preso in considerazione soprattutto rispetto al rischio terremoti – ha precisato la Cancellieri – o per la subsidenza del suolo legata alla fibrillazione con il passaggio dei mezzi". In ogni caso per il commissario "il quadro è tranquillizzante". Tuttavia, domani alle 11 Boschi sarà sentito in procura dal pm Antonello Gustapane, che è titolare di un fascicolo contro ignoti che riguarda proprio la regolarità degli appalti del Civis e l’eventuale violazione di norme urbanistico-ambientali. Obiettivo dell’audizione: avere chiarimenti sullo studio del vulcanologo, in particolare sul potenziale rischio crolli dovuto al passaggio del Civis. Nel fascicolo, aperto dopo un esposto presentato nell’agosto 2008 dal deputato Pdl Fabio Garagnani, l’ipotesi di accusa è di abuso di ufficio. A questo esposto, a giugno se n’é aggiunto un altro da parte di Italia nostra: l’associazione chiedeva alla magistratura se c’erano ipotesi di reato, penalmente perseguibili, nei confronti del patrimonio artistico e culturale di Bologna, eventualmente "danneggiato" o poco tutelato proprio dal passaggio del tram.

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