Camusso: “Bologna non sia un casus belli”


ROMA, 7 APR. 2011 – Il giorno dopo la decisione della Cgil di Bologna di organizzare iniziative separate per la festa dei lavoratori, parla il segretario generale del sindacato Susanna Camusso. "Eviterei di fare di Bologna un ‘casus belli’ – dice – perché questo costringerebbe a un esercizio che non voglio fare, quello di fare una mappa città per città per vedere dove ci sono le difficoltà".Secondo Camusso, che ha parlato a margine del congresso della Legacoop, quindi, "c’é qualcuno che vuole rendere difficile anche il primo maggio". Inoltre, il leader del sindacato di Corso Italia ha fatto notare già da Portella della Ginestra, l’anno scorso, di primo maggio "ce ne è uno unitario e dieci divisi" nelle varie città d’Italia. E ha sottolineato: "Non siamo disponibili a sentirci dire che questa è la prima volta, é già successo".Intanto, però, si registra la reazione della Cisl bolognese alla volontà espressa ieri da Danilo Gruppi: la decisione è quella di sospendere i tavoli unitari confederali di concertazione fino al 6 maggio, giorno dello sciopero generale della Cgil. "Lasciamo una porta aperta, uno spiraglio", ha spiegato però il segretario cittadino Alessandro Alberani: "Vediamo ancora un margine minimo di possibilità che, pur con amarezza e difficoltà, siamo pronti a cogliere". La Cgil, ha spiegato Alberani, ha tempo cioé fino a lunedì per decidere. Il messaggio è che se dovesse tornare indietro, la Cisl ci starebbe a ricomporre la frattura. In caso contrario "neppure noi siamo ipocriti e falsi, e non avrebbe senso sedere allo stesso tavolo con chi non ci vuole in piazza". Nessun problema personale con Gruppi, "né noi abbiamo mai detto che loro sono un sindacato giallo", come invece sostiene la Cgil. Il vero motivo "é che loro vogliono legare il primo maggio allo sciopero generale". Un avvertimento chiaro, in vista delle elezioni amministrative, il segretario lo ha voluto comunque lanciare al Pd: "I nostri staranno molto attenti a quali sono i candidati che andranno in piazza con la Cgil". Intanto, per star sul sicuro, la Cisl ha fermato le piazze per il Primo Maggio 2012. Per il 2011, "abbiamo prenotato Piazza Re Enzo, l’unica che ci hanno lasciato, dove faremo una manifestazione il 30 aprile. Poi tappezzeremo la città di manifesti". La festa del lavoro, invece, sarà unitaria, "là dove sono già previste mini-iniziative insieme". Il punto di partenza per Alberani "sono i 68.687 disoccupati di questa provincia, che ci fanno capire quanto sia sbagliato dividerci in un momento come questo".I tavoli bloccati, ha chiarito Alberani, non riguardano le trattative delle categorie nelle fabbriche. Ma ad esempio quelle con la conferenza metropolitana e con il Comune o la Provincia. Il segretario ha respinto poi le accuse di aver superato la soglia del lecito come ieri aveva lamentato Gruppi, sul contratto integrativo in fiera. "Non abbiamo mai detto che la Cgil è un sindacato giallo" – ha assicurato – e neppure lo pensiamo. Crediamo che siano un sindacato rosso e purtroppo il Primo Maggio rischia di esserci una piazza tutta rossa".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet