Camst non userà più uova da galline in gabbia


Camst è la prima grande azienda italiana della ristorazione a impegnarsi a non utilizzare più uova da galline allevate in gabbia, né per le uova in guscio, né per l’ovoprodotto. Il confinamento in gabbia delle galline ovaiole è un sistema che pregiudica seriamente il benessere degli animali, limitando la loro possibilità di esprimere liberamente i propri comportamenti naturali. Camst ritiene invece che soddisfare queste necessità sia essenziale per evitare inutili sofferenze agli animali e garantire loro migliori condizioni di vita. Ad oggi Camst acquista ogni anno dai propri fornitori di uova, tutti operanti sul territorio nazionale, oltre 300.000 uova in guscio (pari al 25% sul totale di uova in guscio acquistate) e circa 200.000 kg di ovoprodotti (pari al 30% sul totale di ovoprodotto acquistato) provenienti da galline non allevate in gabbia (a terra, all’aperto e biologico). L’impegno sottoscritto dall’azienda, grazie alla collaborazione con il Settore Alimentare di CIWF, prevede di incrementare progressivamente l’acquisto di uova e ovoprodotti provenienti da galline non allevate in gabbia, con l’obiettivo di eliminare completamente, su scala nazionale, le uova e gli ovoprodotti provenienti da galline allevate in gabbia entro il 2025. Con questo impegno, Camst si porta all’avanguardia sia in Italia che a livello internazionale, per l’implementazione di pratiche responsabili per il benessere degli animali allevati, collocandosi nel sempre crescente numero di aziende che al di fuori dell’Italia si stanno impegnando per abbandonare l’allevamento in gabbia delle galline ovaiole.

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