Camorra, cinque arresti a Modena


©Trc-TelemodenaMODENA, 21 FEB. 2011 – Poco prima di venire arrestato a marzo dello scorso anno, perchè si occupava, nel modenese, di gestire affari per i casalesi, Alfonso Perrone, 46 anni, aveva aiutato un avvocato a risolvere un contenzioso, e lo aveva fatto alla sua maniera.Il civilista Alessandro Bitonti, dicono gli inquirenti, aveva comprato una vettura da un veronese che avrebbe dovuto incassare alcuni assegni in diverse tranche. Il veneto, però aveva ritirato il denaro in un’unica soluzione, creando problemi economici al legale, che aveva sporto denuncia per truffa. Ma l’avvocato, un modenese di 38 anni, voleva subito i soldi, così si rivolse a due conoscenti perchè facessero da intermediari con il venditore. Il tentativo non riuscì, anzi il veronese maltrattò il modenese troppo insistente. Bitonti, a quel punto si lamentò con Perrone che chiamò per un incontro i due malcapitati mediatori. All’appuntamento Alfonso O’ pazzo si presentò assieme al cugino Pasquale Perrone, 31 anni, a Douglas Marchesi, 43 anni, a Carmine Tammaro, 57 anni e all’avvocato: i due rei di non aver lavorato bene vennero picchiati e minacciati, e venne loro chiesto di anticipare la somma che l’avvocato voleva indietro, per poi rifarsi direttamente con il venditore veneto. I due Perrone finirono in carcere dopo pochi giorni, e ora per loro si aggravano le accuse, oggi all’alba la polizia ha arrestato gli altri tre, presenti al pestaggio."Per tutti i soggetti, in concorso, il Gip distrettuale ha configurato i delitti di tentata estorsione aggravata, di lesioni, queste consumate, e poi l’articolo 7 della legge 203 del ’91, quindi l’aver agito i soggetti o in quanto affiliati o comunque utilizzando metodi mafiosi per la consumazione dei delitti", ha spiegato Amedeo Pazzanese, dirigente della squadra mobile. Bitonti a Modena fece da intermediario per un gruppo di imprenditori romani, che sotto la sigla Fincassia, un anno fa, si erano mostrati interessati all’acquisto del Modena. Le indagini della polizia sulla camorra hanno anche permesso di sottoporre a sequestro due immobili, a Scalea e a Castelfranco, di una coppia vicina ai clan.

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