Camorra, arrestato latitante. Gestiva a Modena interessi per i Casalesi


MODENA, 26 SET. 2009 – Latitanza finita per un altro esponente di spicco del clan dei Casalesi. Antonio Aquilone, 25 anni, soprannominato Gheddafi e vicino alla frangia di Francesco Shiavone è stato arrestato da agenti della Questura di Caserta, mentre entrava, insieme ad alcuni amici, in una discoteca di Villa Literno (caserta). L’uomo era destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Tribunale di S. Maria Capua Vetere, perché accusato di estorsioni e rapine e dal Tribunale di Modena, perché ritenuto responsabile di associazione per delinquere di tipo mafioso.I due provvedimenti furono emessi nel settembre dello scorso anno, ma Aquilone, ritenuto elemento di spicco della fazione dei casalesi, ancora capeggiata da Francesco Schiavone, detto "Sandokan", trovando nascondigli sicuri sia nel casertano e sia in provincia di Modena è riuscito sempre a sottrarsi alla cattura. L’arrestato è stato per molto tempo l’uomo di fiducia di Raffaele Diana, detto "Rafilotto". La presenza di Aquilone nel casertano era stata segnalata dal qualche tempo. Così pedinamenti ed appostamenti che hanno dato i loro frutti la notte scorsa.Antonio Aquilone è accusato di aver curato a Modena gli interessi del proprio clan camorristico, in particolare nella bisca clandestina di via Borelli. L’uomo era stato individuato quale affiliato del clan dei Casalesi dal nucleo investigativo del comando provinciale carabinieri di Modena, che nei mesi scorsi ha portato a termine l’operazione ‘Yanez’. Il giovane è accusato di estorsione aggravata, rapina e associazione mafiosa ed è considerato l’alfiere del boss Raffaele Diana. Dal 15 luglio Aquilone era latitante, dopo che erano scattate in varie province italiane le ordinanze di custodia cautelare per i componenti del gruppo. Il venticinquenne è incappato in un controllo da parte degli agenti del posto di polizia locale a Villa Literno ed è stato arrestato.

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