Camorra, arrestato il superlatitante Raffaele Diana


©Trc-Telemodena4 MAG. 2009 – Il latitante Raffaele Diana, camorrista inserito nell’elenco dei trenta più ricercati d’Italia, è stato arrestato dalla squadra mobile di Caserta. Era armato con pistole, munizioni e silenziatori, ma non ha fatto in tempo a opporre resistenza. Diana, detto «Rafilotto», imputato nel processo Spartacus I contro il clan dei Casalesi, è considerato un camorrista-imprenditore che aveva investito in imprese a Modena. Era latitante dal 2004. Uomo di fiducia di Mario Iovine, fra i primi a essere stato sotto processo per associazione di stampo camorristico per l’articolo 416 bis, Diana avrebbe partecipato all’omicidio di Paride Salzillo, nipote di Antonio Bardellino, e al quadruplice omicidio Pagano-Mennillo-Orsi-Gagliardi. Venne arrestato nel 1990 a Casal di Principe assieme a Francesco «Sandokan» Schiavone e Francesco Bidognetti. A seguito anche delle rivelazioni di un pentito, era stato arrestato nuovamente nel 2001 a Modena dove, nel frattempo, pur essendo ristretto al soggiorno obbligato, Diana aveva messo in piedi una succursale del clan dedita alle estorsioni e alla gestione di locali. Diventò latitante dopo non essere rientrato da un permesso premio dopo tre anni di detenzioneA MODENA L’INIZIO DELLA CARRIERA CRIMINALEEra il 22 giugno del 2000 quando la polizia riuscì a mettere le manette per la prima volta a Raffaele Diana, Rafilotto, accusato di estorsioni nel modenese. E l’Emilia era il suo territorio, quello dove portava avanti gli affari per la camorra. Grazie a un permesso premio era riuscito a fuggire dal carcere, ma anche durante la latitanza continuava a seguire gli interessi dei casalesi. Fu lui che ordinò di punire un imprenditore di Castelfranco che aveva osato testimoniare contro di lui, lui che dirigeva il gruppo che gestiva bische nel modenese e corrompeva agenti della penitenziaria per ottenere favori per i casalesi a Sant’Anna. Ora è di nuovo in carcere, è stato trovato ieri a Casal di Principe dalla polizia di Caserta, era nascosto in un bunker. E agli agenti che gli mettevano le manette ha fatto, in perfetto stile mafioso, i suoi complimenti. 

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