Camorra a Modena, arrestati cinque casalesi


MODENA, 6 APR. 2009 – La Polizia di Stato di Modena ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare nei confronti di un gruppo criminale ritenuto di far parte del clan dei casalesi. Le indagini della Squadra Mobile di Modena in collaborazione con il Ministero della Giustizia hanno permesso di scoprire un gruppo criminale operante da più di 20 anni a Modena e contiguo al clan camorristico riconducibile al figlio del capo indiscusso Francesco Schiavone detto ‘Sandokan’.Gli arrestati sono cinque detenuti accusati di corruzione aggravata dalla partecipazione ad associazione di stampo camorristico, oltre che di altri reati. All’alba sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Bologna. Ritenuti vicini ai boss del clan dei casalesi Raffaele Diana detto ‘Rafilotto’, e Francesco Schiavone soprannominato ‘Sandokan’, secondo gli inquirenti coordinati dalla Pm Lucia Musti della Direzione distrettuale antimafia di Bologna sarebbero coinvolti nella gestione di bische e circoli privati nel Modenese.Si tratta di Pasquale Ciocia, di 47 anni; Vincenzo Noviello, 41, e suo fratello Antonio Noviello, 33; Nicola Nappa, 42, e Antonio Pagano, 41. Il provvedimento fa seguito alla prima tranche della ‘Operazione Medusa’ della squadra Mobile della polizia di Modena. Il 9 marzo scorso aveva portato all’arresto di tre presunti collaboratori del clan dei casalesi e di due guardie carcerarie, in servizio nel carcere Sant’Anna di Modena, che avrebbero consentito il passaggio di informazioni proibite agli esponenti del gruppo camorristico già in prigione. Tutti e cinque gli affiliati del clan raggiunti oggi dal provvedimento di custodia cautelare erano infatti già detenuti a Modena per altri reati; dopo gli arresti del 9 marzo erano stati distribuiti in altre strutture carcerarie italiane.L’indagine della squadra mobile diretta da Amedeo Pazzanese ha visto la collaborazione del nucleo investigativo dell’amministrazione penitenziaria per fare luce sui contatti tra il gruppo camorristico e chi si trovava detenuto. Oggi il gip di Bologna ha anche rinnovato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per le cinque persone fermate il 9 marzo.Inoltre, il giudice ha deciso il sequestro preventivo dei due circoli privati di Carpi e Castelfranco, ritenuti base delle attività illecite del gruppo, che già erano stati sequestrati penalmente il giorno dei cinque fermi del mese scorso. I gestori dei due circoli sono attualmente indagati: l’inchiesta in corso avrebbe fatto emergere come l’attività dei due locali e del gioco d’azzardo sarebbe considerata dal sodalizio una ‘merce di scambio’ per altri favori in seno all’associazione. I cinque affiliati arrestati si trovano in carcere per svariati reati. I fratelli Noviello per la gambizzazione di un imprenditore edile di Castelfranco Emilia, avvenuta nel maggio del 2007; Ciocia, soprannominato ‘Brufolone’ o `O’mpiriciato’, per estorsione, ricettazione, furto e associazione mafiosa; Nappa, detto ‘Nik Nak’ e ritenuto uomo di fiducia per Modena del boss Raffaele Diana, per porto d’arma ed estorsione; Pagano, detto ‘Pettulone’, per detenzione e porto di armi in luogo pubblico.Plauso da parte di Vasco Errani"Voglio innanzitutto complimentarmi con le forze dell’ordine per l’operazione che ha consentito di assicurare alla giustizia un gruppo criminale che operava nel Modenese". E’ il commento del presidente della Regione, Vasco Errani, agli arresti effettuati a Modena. "E’ un risultato importante – ha detto Errani – che conferma la necessità di non sottovalutare mai la presenza di associazioni mafiose e camorristiche sul nostro territorio. Occorre proseguire con determinazione, nessuno deve abbassare la guardia. Le istituzioni sono impegnate a contrastare queste presenze criminali ovunque si manifestino".

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