Cambio alla guida di Confindustria ceramica


©Trc-TelemodenaMODENA, 25 MAG. 2009 – Nel 2008 la produzione di piastrelle segna un –8,3%, il fatturato –4,6%, le vendite –7,48%. Cala l’export, l’occupazione va a –3%, aumentano solo i prezzi medi delle ceramiche, anche per un incisivo lavoro sulla qualità. Il trend dell’inizio 2009 non cambia, la crisi è sempre più grave. Piastrella valley soffre soprattutto della concorrenza di paesi nuovi sul mercato del settore, come India e Cina. Questi i dati con cui il presidente di Confindustria ceramica, Alfonso Panzani, chiude il suo mandato. Ma c’è un aspetto in controtendenza: le aziende all’estero, sempre controllate da gruppi italiani, chiudono il 2008 con segno più. E secondo Panzani un motivo c’è: "mancano infrastrutture importanti nel comprensorio, ci sono costi troppo alti per le tariffe come il gas, c’è troppa burocrazia. Questo diminuisce la competitività delle nostre imprese". La nota positiva, per Confindustria ceramica, è la strada intrapresa assieme ai sindacati: salvare aziende e posti di lavoro con l’uso di ammortizzatori sociali: dei 26mila addetti quasi 10mila sono in cassa integrazione, fonti sindacali. E in cambio le aziende investono: 304 milioni nel 2008, e già 278 nel 2009. Segno che gli imprenditori del settore credono in una ripresa. Questo fa dire al nuovo presidente Franco Manfredini, di Casalgrande Padana, di essere fiducioso nella possibilità di uscire dalla crisi.

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