Calcio, week-end amaro per le emiliane di Serie A


BOLOGNA, 25 OTT 2009 – Il Parma torna da Bergamo con tre gol incassati e qualche certezza in meno, dopo un avvio di campionato che aveva fatto pensare a una salvezza comoda comoda. Niente di strano, perché perdere 3 a 1 fuori casa con un’Atalanta ben messa in campo da Antonio Conte non fa scalpore, ma ora gli emiliani sanno che la salvezza dovranno sudarsela partita dopo partita.PARTITA EQUILIBRATA, POI L’ERRORE DI PANUCCI – La partita all’Atleti d’Italia scorre, nel primo tempo, senza alcuno scossone, con l’Atalanta che non riesce a costruire occasioni nitide e il Parma che, a differenza delle ottime uscite precedenti, si limita a controllare. La svolta arriva al 43′ del primo tempo, quando Panucci intercetta con la mano un cross in area di Guarente per Tiribocchi: l’arbitro Romeo fischia il rigore, tirato e trasformato da Valdes.Il raddoppio dell’Atalanta arriva al 7′ della ripresa con Tiribocchi, che finalizza di testa un ottimo cross di Padoin. E’ Paloschi, subentrato al posto di Amoruso a suonare la carica per il Parma, fino al suo ingresso in campo del tutto addormentato. Il giovane giocatore di proprietà del Milan segna il 2 a 1 al 32′. A quel punto il Parma si butta in avanti alla ricerca del pareggio, che però non arriva. Anzi, nel finale arriva il gol del 3 a 1 atalantino con la firma del difensore Paluso. IL DISASTRO BOLOGNA – Ieri intanto si è consumato l’ennesimo disastro stagionale del Bologna, che ha perso malamente a Genova contro la Sampdoria per 4 a 1. Non è servito, per ora, il cambio di allenatore: Franco Colomba ha steccato completamente la prima. "Non avremmo potuto cominciare in maniera peggiore", ha dichiarato a fine gara il neo-allenatore felsineo. "Abbiamo avuto la sfortuna di incontrare questa Sampdoria, nel suo massimo momento di forma, mentre noi dobbiamo ancora lavorare tanto".LA PARTITA DEL MARASSI – Infatti, una Sampdoria in edizione straordinaria mette in scena la perfezione e per 45 minuti si trasforma in autentica protagonista. Il Bologna si sfalda in fretta e poi soccombe di fronte allo strapotere, fisico e tecnico, dei blucerchiati, capaci di sfruttare al massimo le occasioni, di entusiasmare il pubblico con giocate di alta classe, di annichilire gli avversari. Ci mette solo 8 minuti, la Samp, per dare il via alla sua valanga; un tempo per trasformare la vittoria in trionfo. Il Bologna ci mette del suo, arrendendosi al primo affondo dei padroni di casa e poi complicandosi ulteriormente la vita con l’espulsione di Di Vaio, già ammonito per un fallo di mano volontario e poi troppo vivace nelle proteste contro il direttore di gara in occasione del terzo gol sampdoriano. La partita perfetta della Samp porta il marchio del suo piccolo genio, Antonio Cassano, che nonostante i costanti raddoppi di marcatura, riesce ad estrarre dal suo cilindro grandi capolavori calcistici. Come in occasione della prima rete, quando controlla magicamente un ottimo servizio di Palombo liberandosi del suo difensore con un tocco a seguire per poi appoggiare sui piedi di Pazzini. Come per la quarta rete, quando inventa un balletto nei pressi della linea di fondo in mezzo a tre avversari e poi offre a Mannini una "palla con occhi", come nelle migliori definizioni di Vujadin Boskov. Il neo allenatore dei felsinei Colomba ha potuto valutare i suoi solo per pochissimi minuti: squadra corta, aggressiva, con copertura degli spazi. Intenzioni buone, che naufragano subito di fronte alla genialità degli uomini-simbolo della Samp. Due lampi di Di Vaio (3′, lanciato centralmente ed anticipato da Castellazzi; girata di testa a lato di pochissimo all’11’) sono gli unici segnali di vita del Bologna, che dimostra totale arrendevolezza appena l’equilibrio del risultato si spezza. La Samp, ancora imbattuta in casa in questo campionato ed a segno da 14 partite consecutive, dilaga con estrema facilità tra le maglie, oggi verdi, del Bologna, dimostrando concretezza e cinismo: quattro affondi in 35 minuti e 4 gol, e poi due ottime parate di Viviano su girata di testa di Pazzini (38′) e su conclusione di sinistro di Cassano (43′). Con un simile risultato in saccoccia, alla squadra blucerchiata non resta altro che controllare la gara. E così succede nel secondo tempo. Gli uomini del Del Neri scelgono di fare accademia e con troppa sufficienza consentono al generoso Bologna di occupare quasi stabilmente la trequarti sampdoriana. Arriva così il gol della bandiera degli ospiti, con la complicità di una difesa di casa assai distratta, una rete che non basta, però, a salvare l’onore dei felsinei.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet