Calcio, vittorie casalinghe per Bologna e Parma


BOLOGNA, 8 NOV 2009 – Week-end positivo per le squadre emiliane di Serie A, che portano a casa due vittorie casalinghe molto importanti, in chiave salvezza per i bolognesi, per sperare in qualcosa di più per gli emilani.3 A 1 AL DALL’ARA – Il Bologna trova un bomber in Zalayeta, nel suo centrocampo la solidità mancata finora, nel Palermo un avversario troppo distratto per mettere in discussione una vittoria meritata e suggellata con tre gol, mai fatti, in questa stagione, in una sola partita. E nella vittoria tre punti che le fanno mettere la testa fuori dall’acqua del fondo classifica. Merito di un rigenerato Zalayeta, che ha interrotto con una doppietta il suo digiuno e fatto sapere a Colomba che può contare su di lui. Ma anche di un assetto tattico ordinato ed efficace, fatto di pochi fronzoli e tanta corsa, sul quale ha brillato in particolare Mingazzini, in assoluto il migliore in campo. Zenga ha tanti motivi per essere perplesso: un attacco che si muove poco, un centrocampo quasi trasparente, una difesa colpevole di troppe incertezze. E soprattutto un atteggiamento che, lontano dal Renzo Barbera, non è quello di una squadra con gli obiettivi del Palermo. Il Bologna ha dimostrato di esserci fin dal primo minuto, con tanta manovra e anche qualche conclusione, firmate da Adailton e Zalayeta. Il Palermo ha avuto nei tiri dalla distanza l’unica arma contundente: con Miccoli, che ha sfiorato il palo e con Cassetti che ha impegnato Viviano nel suo unico intervento importante della partita. Troppo poco per i rosanero, con Budan annientato da Portanova e Miccoli troppo nervoso per essere davvero incisivo. E’ in questo quadro che il Bologna ha trovato il vantaggio con il suo attaccante che fin qui aveva convinto di meno: Zalayeta non ha potuto sbagliare l’appoggio in rete, ben servito da Di Vaio che si era liberato di Migliaccio e Kjear. Passati però un paio di minuti, subito prima del riposo, il Palermo ha trovato il pari: sulla punizione-cross di Miccoli, Moras ha perso Kjear, Viviano ha avuto un attimo di troppo di indecisione e il giovane difensore danese ha pareggiato. Ma il rientro in campo del Bologna è stato di quelli che piacciono agli allenatori e dopo quattro minuti si è rifatto avanti, ancora con Zalayeta, che ha trovato, fra i due centrali palermitani il viale per una passerella trionfale verso la porta (assist di Mingazzini) e la doppietta. Il Palermo non ha risposto, sono mancate voglia, idee, coraggio. Colomba si è coperto mettendo Mudingayi per Adailton, Zenga ha provato tutte le frecce, compresi Pastore, Hernandez e Succi. E così, prima del riposo, il Bologna ha trovato anche il modo di mettere, in pieno recupero, il sigillo del 3-1 con uno strano gol: l’inesauribile Mingazzini ha perfettamente lanciato Di Vaio che ha saltato Sirigu, ma ha concluso debolmente. Kjear ha salvato sulla linea, ma ha restituito il pallone a Di Vaio che stavolta, presa bene la mira, ha trovato la porta ed è tornato anche lui al gol. Il tecnico del Bologna Franco Colomba ha voluto dedicare la vittoria a a Stefano Chiodi, l’ex giocatore del Bologna scomparso recentemente. A lui la curva Bulgarelli ha dedicato uno striscione polemico che recitava: "Con l’abuso di farmaci e continue trasfusioni avete avvelenato i nostri campioni. Ciao Stefano".LA PARTITA DEL TARDINI – Il Parma batte il Chievo per 2-0 e, si dice, è a metà dell’opera. Sì, perché con i tre punti conquistati questo pomeriggio al Tardini gli emiliani salgono in classifica a quota 20, esattamente la metà di quanti ne servono per conquistare la salvezza. In casa crociata, anche dopo la sesta vittoria in campionato, l’obiettivo rimane infatti quello, nonostante la classifica indichi il Parma alle spalle solo di Inter, Juventus, Milan, Fiorentina e Sampdoria, ad un piccolo gradino di distanza dalla Champions League. E poi contro l’ex Di Carlo, per la prima volta al Tardini da avversario dopo l’esonero di due stagioni fa, il Parma conferma di avere decisamente una marcia in più rispetto agli avversari che lottano sempre per la salvezza. Una marcia in più che i gialloblù di Guidolin ingranano proprio nelle domeniche decisive del campionato. Oggi, in caso di stop, il Parma avrebbe infatti rischiato di essere risucchiato nella pancia della classifica, regalando punti ad un Chievo reduce da due risultati positivi con Catania ed Udinese. Non è stato così grazie ad una partita non brillantissima sul piano del gioco, ma meritata dal punto di vista del risultato. Di Carlo invece non riesce a consumare la vendetta dell’ex. Bogdani, Frey, Rigoni e Moro sono assenze pesanti e la squadra veneta indubbiamente ne soffre, anche se in trasferta, sino ad oggi, era stata capace di fare grandi cose, perdendo solo una volta con la Juventus. Il terreno pesante forse non aiuta il gioco dei veneti che si affidano, come gli avversari, soprattutto ai tiri dalla distanza. Lo fa al 15′ Luciano con una conclusione dal limite che finisce di poco sopra la traversa. Un minuto più tardi risponde Bojinov, dopo una bella incursione di Zaccardo sulla fascia, ma anche in questo caso la palla si impenna sopra la porta. Il cannoneggiamento dalla distanza riprende con Lucarelli, ancora una volta fuori misura, e più tardi, al 25′, quando Bojinov, su punizione, spedisce il pallone dritto dritto sul palo alla destra di Sorrentino. Il tiro del bulgaro arriva pochi secondi dopo la sostituzione di Alberto Paloschi; per il giovane attaccante gialloblù un problema muscolare alla coscia sinistra, a rischio la convocazione in under 21. In campo ora c’é Nicola Amoruso, ma al 35′ i riflettori sono ancora puntati su Bojinov, con un’altra punizione, questa volta troppo centrale. Il predominio territoriale del Parma si concretizza comunque al 41′. Dopo una serie di batti e ribatti in area, dove forse c’é anche un fallo di mani di Granoche, la palla arriva al limite a Zaccardo che di piatto sinistro piazza la sfera nell’angolino alla destra di Sorrentino. Per il difensore è la seconda rete della stagione dopo quella segnata contro il Palermo, la dodicesima in serie A. Prima di andare negli spogliatoi c’é spazio per un colpo di testa ravvicinato di Yepes ma la conclusione del difensore del Chievo è a lato. Di Carlo chiede negli spogliatoi più spinta alla sua squadra ma il Chievo colleziona solo calci d’angolo, alla fine saranno undici contro i tre del Parma, e si ritrova spesso in affanno per le ripartenze avversarie. E’ così al 3′ quando Galloppa, da posizione favorevole, mette malamente a lato o al 10′ con Bojinov che viene fermato solo da un provvidenziale recupero di Mantovani. Al 13′ si vede per la prima volta Amoruso con un colpo di testa senza fortuna, poi la partita di addormenta sino al raddoppio del Parma. E’ il 27′ e ancora una volta il Chievo subisce in contropiede. I veneti battono l’ennesimo calcio d’angolo che Abbruscato, di testa, spedisce sulla traversa, il Parma riparte in velocità e con due passaggi è già sul fronte opposto con Lanzafame, entrato da pochi minuti al posto di Bojinov; il suo piatto sinistro infila Sorrentino in uscita. Nel finale il Chievo prova a spingersi in avanti per tentare di riaprire l’incontro ma alla fine sul tabellino delle occasioni finisce solo Abbruscato al 36′ con un colpo di testa debole e centrale. Il Parma batte così il Chievo dell’ex Di Carlo per 2-0 e vola a venti punti in classifica. Ma in casa gialloblù si continua a parlare solo di salvezza…

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