Calcio. Un finale di stagione senza più alibi per il Bologna


6 APR. 2009 – Da un paio di mesi si guardano con interesse pari a quello col quale si segue il Bologna i risultati di Reggina Torino e Lecce. Per fortuna perdono sempre o quasi, come il Bologna che nelle ultime 8 partite ha fatto 4 punti. Con queste andature la squadra felsinea rimane quart’ultima, virtualmente salva ma offre penosi pomeriggi (di festa) a tutti i suoi sostenitori. Ora, dopo il 2-1 rimediato dalla Roma, si pone urgente un interrogativo determinante. Cosa farà il Bologna nelle prossime 8 partite, quelle finali della stagione?Appare subito ovvio che se la sua media punti sarà quella citata sopra non sarà possibile evitare la retrocessione, anche perché i rivali, ora dietro, possono benissimo aumentare il loro ritmo ed attuare il sorpasso. Però è anche vero che a furia di perdere le ultime abbassano la quota salvezza e potrebbe diventare decisivo il calendario che prevede il Bologna 5 volte in casa e 3 in trasferta. Però qui troviamo un’altra incognita da risolvere, siccome i rossoblu hanno vinto pochissimo al Dall’Ara e si teme che così possa continuare. Insomma un finale di stagione al cardiopalmo, col rischio immanente e continuo sino all’ultima giornata contro il Catania. Un rischio che ha dei contorni singolari, come si è visto anche contro i giallorossi. Si esprimono delle prestazioni dignitose ma si perde. Un destino fatalmente negativo che pare perseguitare e schiacciare il Bologna, che però certo non è esente da colpe. Come a Roma, appunto, dove la sconfitta è arrivata con due rigori trasformati da Totti. Per due falli da rigore che sono apparsi comunque reali ai più pur discutendo molto sull’arbitro Damato. Due falli imputabili anche a maldestre operazioni dei cosidetti colpevoli. Cosa ci faceva infatti l’ala Lavecchia sulla linea di fondo in area su Tonetto? Non era compito dei difensori contrastare in quella posizione? E perché Castellini si è schienato davanti a Baptista prima ancora che costui fosse in area? Evidente a quel punto che il romanista sarebbe rovinato entro lo spazio dei 16 metri. Se volete, sono episodi, come si dice, ma la sorte del Bologna è legata da sempre ad essi e sarebbe un dramma sportivo se decidessero la classifica come finora è quasi avvenuto.Ma punti zero anche a Roma nonostante il Bologna abbia tenuto, come detto, dignitosamente il campo, primi 15 minuti a parte. Tra l’altro, è tornato al gol Marazzina e pure la sua intesa con Di Vaio non è sembrata male. Insomma, il copione conosciuto. Buona prestazione, ma classifica che piange parecchio.Vogliamo provare di venirne fuori? A questo punto, lo dicono quasi tutti, è più una questione di testa che altro. I valori tecnici calcistici sono proprio bassi ed allora bisogna buttare in campo tutto il resto, dalle risorse fisiche ed agonistiche a quelle nervose, spremendole tutte al massimo, in ognuna delle 8 rimanenti partite. Qui anche Bologna e gli sportivi occorre che cambino parecchio registro. Smettiamo di dire ci rifaremo o la prossima volta daremo tutto o non ci resta che lavorare di più o di trovare comunque alibi negli arbitri o altrove. Alibi non ne esistono più. Ci sono partite casalinghe da vincere, costi quel che costi, e punti da prendere pure in trasferta. I giocatori la smettano con le favolette della settimana, sempre uguali a se stesse, e diano quel contributo in più che mica sempre finora hanno dato. In 15 giorni, quelli della sosta, troppe chiacchiere da parte di tutti, anche dei tifosi. Occorre soltanto fare i decisivi e maledetti 12 punti. Altrimenti le chiacchiere nulla conteranno e tutti saranno colpevoli del patatrac. E anche Mihajlovic faccia pure il suo mestiere, ma per favore non schieri più Adailton in fascia. E’ come giocare in 10. O alle spalle delle punte o fuori squadra.

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