Calcio: brutte sconfitte per Bologna e Parma


BOLOGNA, 10 GEN 2010 – Pessima settimana per le emiliane di Serie A. Dopo le sconfitte del turno infrasettimanale arrivano anche due brutti stop domnenicali. BOLOGNA – Al Cagliari è bastato poco per vincere a Bologna e migliorare il risultato della passata stagione al giro di boa del campionato. Allegri ha schierato i suoi con attenzione, il Cagliari si è scoperto poco, è stato forse un po’ meno frizzante del solito, ma ha arginato senza affanni il Bologna nel suo momento migliore, ad inizio ripresa, poi lo ha colpito, con il solito Matri, a metà ripresa per cambiare il match e farli virare dalla propria parte. Il Bologna ha provato a fare la partita, affidando le chiavi della manovra ad Adailton, ma ha avuto le colpe di non saper concretizzare, di non avere idee risolutive, di farsi trovare impreparata quando il Cagliari ha deciso che era arrivato il momento di colpire. Il merito di aver tentato una reazione (rispetto alla partita col Catania di mercoledì) è un’ attenuante troppo generica per salvare la squadra dalla feroce contestazione dei suoi tifosi a fine partita. Il Cagliari, con Conti appannato, poi uscito per infortunio, ha cercato verve dai piedi di Biondini e Cossu, e da quest’ ultimo è arrivato il primo sussulto della gara. Dall’altra parte Zalayeta ha provato a far perdere i riferimenti alla difesa, ma Di Vaio si è mangiato un paio di grosse occasioni: in giornate così la cronica mancanza di qualità di un centrocampo di onesti operai si fa sentire davvero troppo. Allegri ha quattro attaccanti titolari che ruota ogni domenica con disinvoltura, ma ha soprattutto Alessandro Matri, già nove gol in questa stagione, che dà sempre pensieri a chi se lo trova davanti: a cinque minuti dalla fine del primo tempo é stata sua l’occasione più ghiotta, quando ha eluso Viviano e trovato Portanova sulla linea di porta a ribattere la sua conclusione. Il Bologna, contro una squadra serena nonostante i proclami che rivendicano l’obiettivo salvezza, aveva indispensabile bisogno di punti ed ha provato, ad inizio ripresa, a prendersi la vittoria. E in cinque minuti ha presentato a Marchetti almeno quattro palle gol: Zalayeta prima ci ha provato, poi ha servito Di Vaio che da un paio di passi ha appoggiato fuori. Il capitano rossoblù ha fallito poi il punto vincente sul cross di Casarini. E quando Adailton ha corso per 70 metri prima di concludere fuori l’energia è finita con lui. Allegri ha messo dentro Jeda che ha cambiato il volto del Cagliari: dai suoi piedi è partito il tocco dal quale è scaturito il cross basso di Parola che ha trovato Matri puntuale all’appuntamento con il gol. La piccola consolazione del Bologna è quella di averci provato, dando spazio al quasi esordiente Gimenez (vivace negli ultimi minuti) e ripescando Marazzina: suo l’errore clamoroso, di fronte a Marchetti, in pieno recupero che avrebbe potuto rimettere in equilibrio l’incontro. Il Cagliari ha incamerato così tre punti che lo proiettano nella parte nobile della classifica. Al Bologna rimane solo il rammarico, ma anche la consapevolezza di averci, questa volta, almeno provato.PARMA – Lucarelli chiude la polemica con il presidente Spinelli, segna il gol dell’ex e si riprende il ‘suo’ stadio. Livorno-Parma è quasi tutta qui. Non fosse altro perché gli emiliani se ne sono andati con un diavolo per capello per un presunto fuorigioco non fischiato al bomber amaranto proprio in occasione del gol del 2-0 e perché i tifosi livornesi hanno ‘chiamato’ il gol di Lucarelli con un coro fatto due minuti prima e che al ‘Picchi’ mancava da tre anni. In realtà, Livorno-Parma è stata anche decisa dalle scelte dei due allenatori. Vincenti quelle di Cosmi che punta su Lucarelli e Tavano, probabilmente da rivedere quelle di Guidolin che ha mandato in campo un attacco forse troppo leggero che quasi mai ha impensierito De Lucia, mentre l’innesto di Amoruso e Bojinov, per Paloschi e Lunardini, e il modulo a tre punte hanno mostrato un Parma assai più pericoloso. Alla fine, però, gioisce Cosmi, che si è pure strappato un polpaccio nell’ esultanza per il secondo gol, e il Livorno affronta il giro di boa con 21 punti e sei lunghezze di vantaggio sulla zona retrocessione. Una quota da giusta tranquillità. Parte bene il Parma che spaventa gli amaranto al 19′ quando Biabiany si presenta solo davanti a De Lucia ma calcia addosso al portiere. Prima Antonelli era stato fermato in posizione regolare proprio davanti al portiere livornese, anche se il suo gol è arrivato quando l’arbitro aveva già fischiato il fuorigioco. Al 22′, infine, su azione di calcio d’angolo un colpo di testa di Paci è stato deviato sulla linea di porta da Filippini. Un minuto dopo Tavano veste i panni del killer e azzanna con un morso letale la squadra avversaria. Alessandro Lucarelli perde palla sulla trequarti, Raimondi vede il centravanti libero e lo serve due passi e dai 20 metri l’ex bomber di Empoli, Roma e Valencia piazza un destro a giro che supera Mirante. Il Parma accusa il colpo e stenta a reagire, anche se aumenta i giri del motore e colleziona una serie di corner. Ultimo brivido per De Lucia al 44′ quando Galloppa calcia una punizione dai 20 metri che esce di un soffio sopra l’incrocio dei pali. Nella ripresa sale in cattedra Lucarelli. Lotta come un leone e aiuta la squadra a tenere il Parma lontano dalla zona difensiva. Al 2′ Tavano ruba palla a Panucci, ma invece di servire il capitano amaranto, solo accanto a sé, pecca d’egoismo e calcia alto con Mirante in uscita. Guidolin cambia modulo e inserisce altri due attaccanti al posto di uno spento Paloschi e di Lunardini. Il Parma a tre punte fa paura, il Livorno si difende a cinque e riparte in contropiede e al 17′ arriva il gol del capitano, perfettamente smarcato da Filippini. Gli ospiti però non vanno al tappeto e prima colpiscono un palo con Amoruso (al 19′) e poi accorciano le distanze con Dzemaili che pesca il jolly al limite dell’area con un piatto sinistro deviato da Diniz (anche se Zaccardo, nel dopopartita, ne ha rivendicato la paternità per una sua deviazione in mischia proprio davanti a De Lucia. L’assalto finale degli emiliani esalta le doti di una squadra che sa soffrire: il Livorno di Cosmi regge bene gli assalti di un Parma che però difetta di lucidità. E per Lucarelli c’é anche il tempo di incassare una standing ovation sognata tre anni e con gli ultimi giorni trascorsi da separato in casa.  

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