Cala il consumo di pesce,e in Riviera arriva il fermo


BOLOGNA, 22 LUG. 2013 – "Per la prima volta dall’inizio del terzo millennio il consumo di pesce degli italiani è sceso sotto i 20 chilogrammi pro-capite". Lo dice la Coldiretti Impresa Pesca dell’Emilia-Romagna, citando dati Ismea, per sottolineare quanto la crisi economica colpisca, nel nostro paese, anche il consumo di pesce. Un dato ancora più serio se confrontato ai "60 chilogrammi dei portoghesi, il 49 della Spagna e i 33 della Francia". E sul consumo ridotto di pesce, ma soprattutto sul fatto che sulle tavole emiliano-romagnole finiscano prodotti in arrivo dall’estero, potrebbe influire anche il fermo-pesca per le barche della Riviera Romagnola previsto da domani sino al primo settembre. "Con il fermo pesca – scrive la Coldiretti Impresa Pesca regionale in una nota – si bloccano le attività della flotta italiana, secondo un preciso calendario per i vari mari, per favorire il ripopolamento del mare e garantire un migliore equilibrio tra le risorse biologiche e l’attività di pesca, ma – viene sottolineato – aumenta anche il rischio di ritrovarsi nel piatto, soprattutto al ristorante, prodotto straniero o congelato, se non si tratta di quello fresco Made in Italy proveniente dalle altre zone dove non è in atto il fermo pesca". Prodotto straniero, ammonisce Coldiretti, di cui il consumatore può non essere a conoscenza, "perché attualmente la legge sull’etichettatura del pescato prevede la sola indicazione della zona di pesca che, per di più, non è obbligatoria per il pesce servito al ristorante". Secondo l’associazione, "solo rendendo obbligatoria l’etichettatura d’origine potrà essere garantita la piena trasparenza verso il consumatore". Al fine di garantire gli indennizzi ai pescatori rimasti in porto, spiega ancora Coldiretti, la Regione Emilia-Romagna "ha messo a disposizione 800.000 euro delle risorse del Fondo Europeo Pesca per il 2013, mentre la Commissione europea ha sbloccato i rimborsi che consentiranno il pagamento del fermo pesca 2012. Resta, però, forte la preoccupazione – conclude la nota – per l’impegno delle risorse per il rimborso del periodo di inattività agli equipaggi tramite la Cassa integrazione straordinaria".

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