Ca’ de’ Caroli si racconta


“Il DonGio e Ca’ de ‘Caroli – Ricordi, frammenti di memoria, immagini per un racconto collettivo” è il libro di Valda Busani (edito da Le Ciminiere e Amici del DonGio) presentato in questi giorni al Circolo Le Ciminiere di Ca’de’ Caroli. Ripercorre la storia di un prete e della sua ghenga, una banda di ragazzi che intorno a lui, dal ‘51 in poi, hanno costruito una rete di amicizia e di solidarietà che dura da 50 anni e che si è allargata poi fino a diventare l’Associazione Amici del DonGio, una onlus che raccoglie ancora fondi e aiuti per il Madagascar, dove questo prete è stato in missione per anni.Singolare che una comunista scriva di un prete, anche se Don Giovanni Voltolini è stato davvero speciale. L’idea nasce così alla Casa della carità di Scandiano, dove lui è ricoverato: io ti racconto e tu scrivi, poi le sue condizioni si fanno precarie e, per finire questo racconto prima che lui se ne vada, Valda Busani concorda con lui di raccogliere anche i ricordi dei carlesi di quegli anni. Così i suoi ragazzi della ghenga e tanti, tantissimi altri si ritrovano per testimoniare. Questo libro diventa così la storia di un giovane prete poco più che ventenne, in anni particolarmente difficili, la storia di un paese diffidente, segnato dalla tragedia della guerra e dall’uccisone di Don Carlo Terenziani pochi anni prima.Il libro si colloca ben oltre il revisionismo storico di tanti mal pensanti. Qui la pacificazione fra il paese e la sua storia è avvenuta, senza bisogno di lapidi e fanfare. Questo libro è il segno netto e tangibile di una memoria pacificata. E’ il racconto collettivo di un’epoca, e di tante vite lucidamente assemblate e rese vive dall’intelligenza di Valda Busani.E’ anche la storia di una scuola dove insegnanti d’eccezione, con dedizione e severità si sono presi cura di aprire le teste al pensiero e hanno convinto i genitori ad ulteriori sacrifici, perché molti di loro continuassero gli studi. E’ancora la testimonianza di amicizie che durano da più di mezzo secolo, qualsiasi siano state poi le scelte di ciascuno.La Chiesa comunque che noi abbiamo conosciuto, grazie ad una testimonianza straordinaria di vita e di pensiero, è quella aperta a tutti, è quella delle domus cristiane, è quella di chi ha bisogno di una parola, di un aiuto concreto, è quella dei bambini malagasy :” Ohi, zaza, tapero, tapero, fa tsara!” Figlio mio, mangialo tutto ( il riso), finiscilo, che ti fa bene!L’altra Chiesa a Ca’de’Caroli non l’abbiamo conosciuta. L’altra, quella che osa chiamare vita un corpo che la moderna tecnica infernale costringe a respirare. Quella che interviene nella politica e condiziona il potere legislativo e giudiziario del paese, quella che non tuona contro l’immoralità di un presidente corrotto e corruttore, di coscienze e istituzioni. Quella che invece di occuparsi dei poveri si occupa dei poveri embrioni. Questa noi non l’abbiamo conosciuta. Grazie al Vangelo, grazie a Don Giovanni, grazie a Ca’a de’ Caroli, abbiamo conosciuto un’altra Chiesa. Il più operoso operaio della Vigna è stato davvero lui, che “ puvrass, l’a studiee, mo al fa ‘na veta peez che nueter”. Sarà solo una coincidenza, ma è morto il 1 maggio, festa dei lavoratori. E tutto il ricavato di questo libro sarà per la onlus dei suoi Amici in Madagascar.

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