C’è la crisi? Facciamoci una pizza


PARMA, 5 APR. 2009 – Prende il via domani a Salsomaggiore Terme (Parma) il campionato mondiale della pizza. Per tre giorni si sfideranno pizzaioli da tutto il mondo nelle varie specialità gastronomiche e di abilità. Presidente di giuria per il trofeo omonimo che premierà il miglior primo piatto realizzato dai cuochi che lavorano nei ristoranti-pizzeria sarà una delle star della gastronomia internazionale, il grande chef Heinz Beck.Intanto si scopre che in tempi di crisi gli italiani “tagliano” le cene fuori, ma le pizzerie soffrono meno l’abbandono di clienti (-3% nel primo trimestre) rispetto ai ristoranti (-5%) e alle pasticcerie (-13%). A evidenziare la tenuta delle pizzerie in una ristorazione che, senza eccezioni, ha comunque risentito della frenata dell’economia, è Edi Sommariva, direttore generale di Fipe Confcommercio, per il quale "sono rimaste a galla le pizzerie rimaste tali, mentre hanno accusato il colpo quelle che si sono dirette anche sulla ristorazione".La preferenza degli italiani per le pizzerie in tempi di crisi si spiega con i costi contenuti e il fatto di essere comunque considerate il locale per antonomasia delle famiglie, spiega Pino Morelli, direttore dell’Associazione pizzerie italiane (Api). "E abbiamo anche mantenuto invariati i listini – osserva Morelli -, pur in presenza di un significativo aumento dei costi di produzione, a cominciare dal prezzo di farine e mozzarella". Con la bella stagione i pizzaioli sperano inoltre di ingranare la marcia alta e si preparano ad arricchire di novità i loro menu. L’ultima tendenza uscita dalle scuole di formazione per pizzaioli gestite dall’Api è una pizza sempre più marinara, ovvero arricchita da tante varietà di pesce. Non solo tonno, salmone e gamberetti, dunque, come finora abitualmente proposto nei menu delle pizzerie, ma anche pesce spada, marlin, tonno affumicato e polpetti. "In particolare – dice Morelli – trovo speciale la pizza ai fiori di zucca e vongole elaborata dai nostri apprendisti pizzaioli. La varietà in pizzeria è sempre più curata e fa piacere al cliente anche se è vero che alla fine tutti ordinano la solita margherita o capricciosa!". Morelli rileva anche che i pizzaioli italiani sono i più bravi al mondo e nel tempo hanno saputo crescere in professionalità e qualità. "La figura del pizzettaro un po’ unto è ornai nel dimenticatoio – osserva il direttore dell’Api – Abbiamo dei pizzaioli molto qualificati che non temono rivali, come dimostrato nelle varie affermazioni in campionati mondiali e Coppe del mondo. Solo nella pizza acrobatica c’é chi ci batte, gli americani sanno fare infatti meglio di noi i giocolieri con le pizze".

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