C’è Delbono a Bologna


BOLOGNA, 22 GIU. 2009 – Mancano pochi minuti alle nove di sera quando Flavio Delbono entra per la prima volta a Palazzo d’Accursio nella veste di sindaco di Bologna. Alla fine di questa nuova giornata d’attesa, a due settimane esatte da quella vittoria quasi gustata al primo turno e poi sfuggita di mano proprio nelle ultime battute, finalmente ce l’ha fatta. Ha mantenuto il suo avversario Alfredo Cazzola a debita distanza per l’intero scrutinio e non appena ha avuto la certezza matematica di essere diventato il successore di Sergio Cofferati – con il 60,67% dei voti –  è andato a festeggiare con tutti quei cittadini che ormai da ore stavano seguendo i risultati elettorali sul maxischermo allestito nel cortile della storica sede del Comune, in quella che per i prossimi cinque anni sarà casa sua.LA FESTASubito circondato dalla folla, il neo sindaco ha stretto le mani di chi ha voluto complimentarsi con lui esortandolo ad impegnarsi fin da subito "a far ritornare Bologna bella e accogliente". Al centro di un lungo serpentone di sostenitori e fotografi, è quindi uscito dal Palazzo per raggiungere piazza Maggiore. Qui ha utilizzato un piccolo palco per improvvisare un breve comizio, in cui ha condensato i suoi primi ringraziamenti. Prima di tutto a chi lo ha votato, ma anche a chi non lo ha fatto o ha preferito disertare le urne: "Prometto che cercherò di convincere anche loro", ha detto tra gli applausi. Sovrastato da uno striscione che parafrasava il suo slogan recitando "c’è dell’ottimo a Bologna", Delbono ha ritenuto inoltre opportuno sottolineare che "la politica bolognese, che d’ora in poi rappresenterò, deve chiedere scusa alla città per lo spettacolo indegno offerto nell’ultima settimana". Il riferimento è naturalmente alle squallide polemiche che hanno preso il sopravvento nelle fasi finali della campagna elettorale. Infine, il nuovo primo cittadino ha raggiunto il santuario dei caduti in piazza del Nettuno, dove si è fermato per mezzo minuto di raccoglimento. Ma prima di andarsene via in macchina, ha dato appuntamento per mercoledì in piazza dell’Unità, dove nel tardo pomeriggio festeggerà la vittoria con Beatrice Draghetti, la presidente della Provincia confermata già al primo turno. I VINCITORIAd accompagnare Delbono nel suo primo bagno di folla da sindaco, c’erano i membri del suo staff e i vertici locali del partito che lo ha appoggiato: da Maurizio Cevenini a Salvatore Caronna, da Walter Vitali a Andrea de Maria. Proprio a quest’ultimo, segretario del Pd bolognese, sono stati affidati i primi commenti del pomeriggio, quando già i dati iniziali davano al candidato del centrosinistra un ampio margine di vantaggio sul rivale. “Oggi è una giornata molto importante per Bologna – aveva detto De Maria –  Quella di Flavio Delbono è davvero una gran bella vittoria, chiara e netta nel risultato. Una vittoria del candidato sindaco, del Pd e di tutto il centrosinistra. Sono molto contento di questo risultato che, visti gli equilibri in consiglio comunale definiti al primo turno, assegna anche alla città una maggioranza di centrosinistra forte e coesa, con il Partito democratico che esprimerà direttamente 24 dei 46 consiglieri”.“Il voto di Bologna – ha proseguito il segretario bolognese del Pd – rappresenta un risultato molto importante di valore nazionale in un momento delicato della vita politica del Paese. In questo senso è molto significativo anche il successo a Zola Predosa di Stefano Fiorini, a cui ho già telefonato per complimentarmi. Ora si tratta di mettersi al lavoro, con impegno e con fiducia, per il buon governo di Bologna”.LO SCONFITTOSi conclude così una delle campagne elettorali più “sporche” di sempre. Anche Alfredo Cazzola, che in questi mesi ha dato dimostrazione – fino all’ultimo giorno possibile – della sua predisposizione ad infangare gli avversari, ha riconosciuto la vittoria del suo avversario Flavio Delbono: "E’ giunto il momento di complimentarsi con lui, gli stringo idealmente la mano", ha detto parlando con i cronisti nel suo quartier generale rimasto off limits fino alle 18. Secondo Cazzola, "il voto è comunque numericamente importante: rimane una percentuale da cui partire e su cui costruire la nostra azione". Insomma, ha aggiunto, dalle urne é arrivata la conferma che "siamo in grado di interpretare il nuovo che avanza". Alla domanda se qualcosa fosse mancato, Cazzola ha rilevato che "é già stata una vittoria andare al ballottaggio". L’unico rimpianto, ha concluso, è stato aver preparato la campagna in solo quattro mesi e tre settimane: "Se avessi preso questa decisione prima avremmo avuto la capacità di raccogliere di maniera differente il consenso della città ".A queste dichiarazioni ha fatto seguito anche una telefonata. "Ciao Flavio, sono Alfredo Cazzola e volevo complimentarmi con te personalmente: ora sei anche il mio sindaco e mi sembrava doveroso". Una chiacchierata di pochi secondi, non particolarmente calda, che molto probabilmente non ha cancellato le accuse e i veleni di queste ultime settimane.

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