Burocrazia per le imprese. In ER va via più liscia


BOLOGNA, 19 AGO. 2010 – Le più "baciate" dalla burocrazia sono Ravenna e Reggio Emilia. Queste le due città ai primi due posti di una classifica stilata in base a quanto pesano per le imprese le tante procedure da sbrigare per metterle in piedi e per portarle avanti. E al quarto posto si trova subito Rimini seguita da Forlì-Cesena e poi da Modena al settimo posto. L’Emilia-Romagna, insomma, secondo l’Ufficio studi di Confartigianato, è la regione dove è più facile costituire un’azienda.Al centro della ricerca c’è stata la misurazione, provincia per provincia, della qualità dei servizi pubblici necessari per avviare un’attività. Sono stati presi in esame fattori che vanno dalla possibilità di effettuare pagamenti online ai tempi di pagamento della pubblica amministrazione verso le aziende private. Il risultato è che le aree con il contesto più adatto alle attività produttive risultano tutte al Nord, mentre le provincie con il maggior peso di burocrazia a carico delle aziende sono invece al Centro-Sud.Nonostante gli esempi virtuosi, Confartigianato conferma le proprie "preoccupazioni per il costo complessivo della burocrazia a carico delle imprese": secondo l’ufficio studi le aziende dei settori manifatturiero, costruzioni e servizi ‘bruciano’ 16,629 miliardi di euro l’anno, pari a circa un punto di Pil, equivalente ad un costo medio per azienda di 12.334 euro. E la quota maggiore di questi oneri, pari al 76,3%, è a carico delle microimprese con meno di dieci dipendenti. Tutto ciò condanna l’Italia al penultimo posto tra le 30 economie avanzate per la facilità di fare impresa, davanti solo alla Grecia, e al 78/mo posto nella classifica mondiale.E se l’Italia in generale va male, l’Emilia-Romagna può considerarsi un’isola un po’ meno infelice. Ne è convinto l’assessore regionale alle Attività Produttive Gian Carlo Muzzarelli, soddisfatto per la fotografia scattata da Confartigianato: "la ricerca – ha commentato – ha misurato proprio la qualità dei servizi pubblici necessari per avviare e gestire l’attività imprenditoriale e fa seguito alle ricerche del Centro Studi Einaudi che hanno più volte confermato che l’Emilia-Romagna è la regione italiana con più libertà di impresa"."In questa fase economica – ha aggiunto l’assessore – la priorità è per noi quella di salvare il lavoro, assicurando al contempo ogni sforzo per dare più competitività alle imprese in particolare supportando quelle che vogliono fare ricerca, aggiornarsi ed innovarsi. In questo senso, alleviare i carichi burocratici ed assicurare una pubblica amministrazione di qualità, che è al fianco delle imprese e non le grava di oneri burocratici, è fondamentale."

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