Burani, udienza rinviata e ricapitalizzazione lontana


27 GEN. 2010 – Le indiscrezioni della vigilia si sono puntualmente realizzate. L’udienza di oggi relativa al fallimento della Burani designer holding, una delle controllanti della Mariella Burani Fashion Group di Cavriago, era a forte rischio di rinvio. Ed è stata infatti riaggiornata al 3 febbraio prossimo, ma per una ragione diversa da qualla che ci si aspettava. A quanto si apprende, la difesa della società ha sollevato un’eccezione di incompetenza territoriale e non ha reso necessario il rinvio presentandosi con una nuova "memoria" della famiglia, come era stato pronosticato.Il destino del gruppo ruota infatti attorno ai 50 milioni di euro promessi dai Burani per evitare il fallimento dell’azienda. Gli asset offerti fino ad ora per la ricapitalizzazione sono però considerati dalle banche creditrici ancora insufficienti e senza ulteriori rilanci resta lontano l’accordo sulla ristrutturazione del debito. Oggi quindi, nel corso dell’udienza milanese in cui si doveva discutere del fallimento della Burani designer holding (una società olandese accusata di avere in realtà sede a Milano), la difesa avrebbe potuto fornire una nuova documentazione relativa alle decisioni dei Burani, rendendo così necessario così un riaggiormento. Comunque, la famiglia Burani ha fatto sapere che sono ancora in corso trattative con le banche creditrici per quanto riguarda la ricapitalizzazione del gruppo. E’ quanto ha spiegato Giuseppe Amoroso, legale dei Burani, al termine dell’udienza sul fallimento della holding Bdh. "Le banche – ha spiegato Amoroso – hanno detto che le garanzie offerte con le società di Greenholding non bastano e si sta discutendo su quanti contanti aggiuntivi servono". "Le trattative con le banche sono in corso – ha aggiunto l’avvocato – solo che alcune vogliono alzare il prezzo". Amoroso ha inoltre rivelato che la famiglia Burani ha chiamato Banca Leonardo come advisor nella trattativa per la ristrutturazione del debito.Tra l’altro, nei confronti della Bdh è stata depositata una nuova istanza di fallimento. A presentarla è stata la società Natfood Srl, appartenente al gruppo Bioera controllato dalla stessa famiglia Burani. Secondo quanto spiegato dai difensori di Natfood la società vanta un credito di 700 mila euro nei confronti di Burani Designer Holding, la controllante olandese di Mariella Burani Fashion Group di cui sta per iniziare l’udienza di fallimento al tribunale di Milano. A quanto si apprende l’istanza è stata presentata per avere la certezza che il credito venga considerato nel passivo di Bdh e quindi preso in esame nel caso di ipotesi di ristrutturazione.Nel frattempo Giordano Giovannini, segretario emiliano-romagnolo della Filcem-Cgil, ha parlato della situazione del Gruppo Mariella Burani durante una conferenza stampa sull’andamento del settore tessile-abbigliamento-calzaturiero regionale. "Abbiamo già proposto,e continuiamo a ribadirlo, l’amministrazione controllata – ha detto –  Siamo contrari all’ipotesi del fallimento dell’azienda". Il suo collega della Filtea-Cgil, Gregorio Villorillo, ha poi ricordato che il Gruppo – che in Italia ha circa 2.500 dipendenti – impiega circa 1.200 addetti tra Reggio Emilia, Parma, Bologna e Cesena.

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