Burani: aggrapati all’amministrazione straordinaria


©TelereggioCAVRIAGO (RE), 2 MAR. 2010 – Consiglio d’amministrazione dimissionario, anche se in proroga fino al 29 marzo, quando si terrà l’assemblea dei soci per la nomina dei liquidatori della società. La famiglia Burani esautorata, col 66% delle azioni in mano a Centrobanca in virtù di contratti di pegno. La situazione di Mariella Burani è drammatica, dopo il fallimento della capogruppo Burani designer holding. E le speranze dei dipendenti sono affidate all’amministrazione straordinaria. Le maestranze, riunite in assemblea, si affidano a quest’ultima ancora di salvezza. Per ora continua l’attività produttiva, ma nell’incertezza più totale. Il consiglio d’amministrazione ha comunicato la sua rinuncia a un tentativo di concordato preventivo e non si opporrà all’amministrazione straordinaria. Lo strumento potrebbe essere quello della legge Prodi bis per il salvataggio dei grandi gruppi con oltre 500 dipendenti, e non la legge Marzano, che presuppone un’iniziativa da parte dell’impresa. L’occasione sarà l’udienza disposta dal tribunale di Reggio per il 16 marzo prossimo a seguito di un pignoramento immobiliare. La nomina di un commissario, o di una terna di commissari, richiede il parere favorevole e la designazione da parte del ministero allo sviluppo economico. Il commissario avrebbe poi un mese di tempo per verificare se esistono i presupposti per far ripartire l’attività. Centrobanca si era occupata dell’Opa parziale lanciata nel 2008 dall’holding di famiglia. Il 19 febbraio ha ricevuto la visita della Guardia di Finanza di Reggio Emilia, che sta conducendo l’inchiesta per aggiotaggio in cui sono indagati Walter Burani e il figlio Giovanni. Il sospetto della Procura di Milano è che la famiglia abbia speculato sul titolo dell’azienda, fornendo al mercato informazioni non veritiere. a tutt’oggi restano tre gli indagati, oltre ai due Burani anche un operatore finanziario, ma è chiaro che nei prossimi giorni il numero delle persone iscritte è destinato a salire e a comprendere altri amministratori del gruppo.Intanto i dipendenti hanno deciso uno sciopero di 4 ore per giovedì 4 marzo dalle ore 8 alle 12, con presidio davantri ai cancelli, per tenere viva l’attenzione sulla crisi del gruppo Burani."Le dimissioni del Cda di Mariella Burani Fashion Group comunicate nei giorni scorsi infondono maggiore preoccupazione nelle lavoratrici e lavoratori – dice un comunicato della Cgil reggiana – Ad una situazione già complicata, si aggiunge la resa dell’intero Consiglio nel ricercare una soluzione positiva della vicenda. La decisione di mettere in liquidazione l’azienda, non prefigura la continuità del lavoro nè dà garanzie occupazionali". Il sindacato ribadisce dunque "la necessità di intervenire con responsabilità affinchè si percorra la strada dell’amministrazione straordinaria come unica alternativa a processi di liquidazione o procedure fallimentari. Le lavoratrici e i lavoratori della MBFG riunitisi in assemblea oggi ritengono necessario  che le Istituzioni e gli Enti Locali si facciano carico del problema e coinvolgano le parti sociali e chi oggi è a capo della MBFG ad un confronto per  discutere soluzioni che diano prospettive positive alla vicenda".

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