Buon Natale da Trenitalia


BOLOGNA, 11 DIC. 2009 – Chissà perchè le Ferrovie dello Stato scelgono sempre dicembre per modificare gli orari dei treni e inaugurare le opere di potenziamento della rete. Sia chiaro, nessuno glielo vieta. Ma con un po’ di tatto in più si potrebbe evitare, proprio a dieci giorni dal Natale, un regalo che i viaggiatori italiani non gradiscono quasi mai. Si rischia di far andare per traverso il cenone a tutti coloro che non prendono l’Alta Velocità, ma sono assidui frequentatori dei convogli di categoria inferiore, quelli che ogni giorno portano vagonate di pendolari da casa al lavoro. E che sotto l’albero si ritrovano tariffe più alte e treni cancellati nel tempo di un weekend. La storia, purtroppo, si ripete anche quest’anno. E il fine settimana incriminato è proprio questo. Da domenica 13 dicembre entra infatti in funzione la nuova tratta super veloce che collega Bologna e Firenze in soli 35 minuti. Ben settanta Frecciarossa e Frecciargento al giorno transiteranno per il capoluogo emiliano provenienti da Milano o Torino e diretti a Roma o addirittura a Salerno. E’ il completamento di una rivoluzione, che però interesserà anche i nostri portafogli. Dato che nello stesso giorno vengono adeguati i prezzi dei biglietti. Sulla Bologna-Firenze si passa da 18,10 euro a 24, ma in questo caso l’aumento del 32% è giustificato dall’avvio dell’Alta Velocità. I conti cominciano a non tornare quando si scopre che anche da Milano a Bologna – dove non cambia nulla – dal 13 dicembre si pagherà 41 euro per la seconda classe contro i 37,10 attuali e 56 anzichè 53,20 per la prima. I dubbi si rafforzano nel momento in cui si capisce che i rincari riguardano anche gli Eurostar, che salgono – sempre tra il capoluogo lombardo e le Due Torri – da 25,70 a 28,50 euro per la seconda classe e da 35,20 a 39 euro per la prima. E lo stupore si tramuta in rabbia non appena si confronta l’aumento di 14 euro (quasi il 20%), nel biglietto di seconda classe sul Frecciarossa Milano-Roma, con i soli 6 euro in più (pari al 5%) che dovranno pagare quelli che viaggeranno in prima. Ma gli incubi pre-natalizi dei viaggiatori non finiscono qui, perchè – sempre domenica – entra in vigore il nuovo orario ferroviario. Accompagnato, come da tradizione, dalle proteste. Il Comitato Regionale Utenti Ferroviari dell’Emilia-Romagna (Crufer) appare ormai rassegnato ad una lotta che punta quantomeno a limitare i danni dei pendolari, sempre più penalizzati a favore dell’Alta Velocità. "Piuttosto che peggiorare, meglio non cambiare nulla" è il nuovo motto coniato ieri dal Comitato, nel corso di una conferenza stampa in cui è stato preso di mira Alfredo Peri, assessore regionale ai Trasporti."L’orario ferroviario che entrerà in vigore il prossimo 13 dicembre è indiscutibilmente peggiore del precedente, soprattutto nelle fasce orarie pendolari", accusa il Crufer. Tra gli esempi citati, un Intercity sparito sulla Piacenza-Milano, due treni pomeridiani da Bologna a Rimini cancellati e un nuovo regionale che all’ora di punta va da Parma a Bologna in 82 minuti anzichè in meno di un’ora come gli altri convogli. Ma la critica più forte rivolta alla Regione è il "metodo poco trasparente e scorretto" usato per il confronto con il comitato degli utenti. Una convocazione a giochi ormai fatti ha impedito, secondo il Crufer, eventuali aggiustamenti alle bozze dell’orario. Ma soprattutto ai pendolari suona come una beffa l’appuntamento fissato dall’assessore per il 15 dicembre, ovvero due giorni dopo l’avvio del nuovo orario, con il sindaco di San Giovanni in Persiceto, stupito perchè un treno, utile a studenti e professori per raggiungere le scuole del territorio, è stato spostato in modo che l’arrivo nel paesino bolognese sarà alle 8.01, quando la campanella suona alle 8.      "Leggendo le dichiarazioni è chiaro che stanno parlando solo alcuni pendolari preoccupati o insoddisfatti dell’orario del proprio treno – sottolinea Peri in una nota – Ma per gridare al disastro ci vorrebbero ben altri dati. Come ad esempio il calo del numero dei treni in circolazione, il peggioramento del cadenzamento, la diminuzione di posti per i pendolari, la diminuzione delle stazioni servite, una minore integrazione con i bus o minori agevolazioni tariffarie, nonché una riduzione degli investimenti per treni nuovi". Le Istituzioni rivendicano invece una politica lungimirante, costruita attorno al capoluogo emiliano. "Bologna è sempre stata al centro di un nodo ferroviario, ora è al centro di un nodo ferroviario moderno. Continuerà a essere un nodo di collegamento, ma con quell’efficacia che non ha mai avuto", sostiene infatti Simonetta Saliera, assessore comunale al Traffico.                              E dell’Alta Velocità, che al momento viene vista come un ostacolo, beneficeranno, seppur indirettamente, anche i pendolari. Sì, perché avere linee dedicate alla Tav significa anche liberare i vecchi binari per i treni regionali e quindi disporre, nel contempo, di più convogli ultraveloci e di più convogli tradizionali. Tutto ciò ha permesso lo sviluppo di un nuovo servizio ferroviario metropolitano, che consente di arrivare a Bologna in dieci-quindici minuti partendo dai centri della provincia. Per ora è attiva una sola linea passante, ma tra poco ne saranno pronte altre quattro: insieme formeranno una sorta di stella, con al centro il capoluogo e con i vertici ben affondati nell’hinterland. "Si tratta di una rete fortissima, che arriverà al perfezionamento tra due anni, quando sarà completata la nuova stazione dell’alta velocità", osserva Saliera. Insomma, i presupposti sembrano buoni, ma i pendolari dovranno pazientare ancora un po’. Appuntamento, dunque, a dicembre 2010.

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