Buccaneer, quattro mesi di angoscia


RAVENNA, 6 AGO 2009 – Continua l’odissea dei 16 componenti dell’equipaggio del Buccaneer, il rimorchiatore ostaggio dei pirati somali. Sono passati 117 giorni, quasi 4 mesi, da quell’11 aprile quando la nave, proprietà della società ravennate Micoperi, fu attaccata e sequestrata mentre transitava nel golfo di Aden. Il rimorchiatore era stato acquistato dalla Micoperi a Singapore e stava navigando verso l’Italia, dove doveva essere riconvertito per lavori subacquei. Al momento del sequestro stava trainando al rimorchio due bettoline, una di proprietà del cantiere ravennate e un’altra egiziana.I CONTATTI CON I PRIGIONIERI Da allora i contatti dei prigionieri con le famiglie sono stati sporadici, seppur rassicuranti: le loro condizioni di salute sarebbero buone, anche se ormai sono tutti esasperati dalla lunghissima prigionia.NO AL BLITZ Purtroppo, le notizie sulle trattative per la liberazione non sono molto positive. Un mese fa, il ministro degli esteri Franco Frattini aveva decisamente scartato l’ipotesi dell’intervento di forza: "Abbiamo una nave da guerra molto ben attrezzata in quell’area (la fregata Maestrale, ndr), ma un blitz sarebbe controproducente, perché metterebbe a rischio l’incolumità dei marinai". L’unica strada percorribile, dunque, è quella della trattativa con i pirati. Su questo versante, il governo italiano ha recentemente incassato il pieno appoggio del primo ministro somalo Omar Abdirashid Ali Sharmarke, che ha garantito, in un contatto telefonico con Frattini, il suo "impegno personale" per una conclusione positiva della trattativa.LA TRATTATIVA Il general manager della Micoperi, Silvio Bartolotti, intervistato da un quotidiano locale si è dichiarato ottimista: "La trattativa va avanti e non sarà necessario pagare alcun riscatto per la liberazione del Buccaneer – ha detto Bortolotti – Pensavo che la vicenda potesse chiudersi positivamente molto prima, ma in questi casi bisogna procedere con estrema cautela. Richieste di denaro non sono giunte, se non quelle nella fase iniziale delle trattative". La fine della vicenda, purtroppo, non sembra ancora affatto vicina.CHI SONO I PRIGIONIERI Ecco i nomi dei 16 prigionieri, di cui 10 italiani, 5 rumeni e un croato: Mario Iarloi, comandante, iscritto alla Capitaneria di porto di Ortona (Chieti); Mario Albano, primo ufficiale di coperta, Porto di Gaeta (Latina);Tommaso Cavuto, secondo ufficiale di macchina, Porto di Ortona (Chieti); Ignazio Angione, direttore di macchina, Porto di Molfetta (Bari); Vincenzo Montella, marinaio, Porto di Torre del Greco (Napoli); Giovanni Vollaro, marinaio, Porto di Torre del Greco (Napoli); Bernardo Borrelli, marinaio, Porto di Torre del Greco (Napoli); Pasquale Mulone, marinaio, Porto di Mazara del Vallo (Trapani); Filippo Speziali, marinaio, Porto di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno);Filomeno Troino, cuoco, Porto di Molfetta (Bari);Nicusor Marinescu, capo ingegnere (Constanta);Adrian Gilca, diving officer (Constanta);George Dorel, montatore (Constanta);Marius Aragea, operatore e conducente (Constanta);Stefan Borcan, ufficiale ponte nave (Bucarest);Del marinaio croato si conosce solo che è uno studente di Fiume, che ha 25 anni e si è imbarcato sul Buccaneer come elettricista

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet