Buccaneer, nuova telefonata degli ostaggi: “Stiamo bene, ma fate presto”


29 APR. 2009 – Nuova telefonata da bordo del Buccaneer, il rimorchiatore italiano da tre settimane nelle mani dei pirati in Somalia. Alcuni marinai dell’equipaggio – 16 persone, tra cui 10 italiani – hanno chiamato casa nella giornata di ieri. E chiesto di "fare presto" per la loro liberazione. Pasquale Vollaro, padre di Giovanni – giovane marittimo di Torre del Greco -, ha parlato di "telefonata per certi aspetti liberatoria". "Mio figlio – ha riferito Vollaro – ha detto di stare bene, ma ancora una volta ci ha chiesto di fare presto visto che sulla nave stanno soffrendo. La voce di Giovanni era terrorizzata". Il padre ha inoltre fatto sapere che "Giovanni ci ha detto che a bordo sono arrivati anche i medicinali, ma molti non stanno comunque bene a causa dell’acqua che sono costretti a bere". Stando a quanto sostenuto dallo stesso Vollaro, anche Vincenzo Montella, l’altro marittimo di Torre del Greco nelle mani dei sequestratori dallo scorso 11 aprile, avrebbe contattato casa. Dal fronte diplomatico, intanto, "sono aperti tutti i contatti politici", ribadiscono fonti che seguono la vicenda a pochi giorni dalla partenza per la Somalia di Margherita Boniver, l’inviato speciale per le emergenze umanitarie del ministro degli Esteri Franco Frattini. La linea della Farnesina resta quella di sempre: in questa, come in altre situazioni che vedono connazionali nelle mani di sequestratori, le autorità italiane escludono la possibilità di blitz militari per evitare il rischio di mettere a repentaglio la vita degli ostaggi. Nel frattempoono stati consegnati alle autorità delle Seychelles i nove pirati catturati ieri dalla fregata spagnola Numancia e additati come i responsabili del tentativo di abbordaggio alla nave di crociera italiana Melody, nella notte tra sabato e domenica scorsa. Attualmente i nove sono detenuti nelle carceri della capitale Victoria, in attesa di giudizio. "Circa 400 persone stavano assistendo ad un concerto di musica classica eseguita da un quintetto sul ponte della Melody quando si sono uditi chiaramente sei colpi di arma da fuoco: i musicisti si sono guardati intorno, ma hanno continuato a suonare", racconta David Cavenagh, giornalista del Daily Telegraph, che era a bordo della nave da crociera, ora in rotta di rientro verso l’Italia.

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