Brutti ma buoni


Le cifre sono significative, solo tra Reggio e Modena si superano i tre milioni e mezzo di euro, come le quantità di prodotti alimentari e per l’igiene personale che settimanalmente e mensilmente vengono donate. Per Coop Estense di Modena (Ferrara e Puglia) che aderisce, insieme a Coop Nordest di Reggio Emilia (Emilia e Lombardia) all’iniziativa, è un modo molto efficace per rispondere al crescente bisogno di sostenere coloro che non sono nella condizione di potersi garantire tre pasti quotidiani. E sono sempre più numerosi. Questa iniziativa, gestita sostanzialmente dai dipendenti cooperativi, rappresenta anche una lotta allo spreco e la finalizzazione, in termini solidali, dell’intero complesso processo produttivo.Si crea valore davvero importante in termini numerici con risorse sottovalutate. E quando parliamo di valore non usiamo un termine improprio: solo nelle realtà di distribuzione Coop modenesi, lo scorso anno, sono stati distribuiti prodotti per 2.813.000 euro; 34 mila le persone assistite. I destinatari sono scuole, asili, istituti di assistenza, parrocchie, la pubblica amministrazione, le cooperative sociali, le associazioni sportive, le associazioni animaliste e ambientaliste. L’iniziativa coinvolge direttamente i dipendenti dei 35 punti vendita modenesi; mensilmente vengono forniti i dati delle donazioni e periodicamente si organizzano visite aziendali o incontri pubblici con le strutture di accoglienza. Sostanzialmente il progetto è gestito dai soci volontari dei distretti sociali della cooperativa, oltre 100 persone, e coinvolge centinaia di addetti nei diversi punti vendita. Le direzioni si occupano delle procedure amministrative, informatiche, sociali e relazionali.Coop Nordest ha avviato nel 2004 il progetto Brutti ma Buoni – Operazione No Spreco. Sono ormai il 40% delle strutture commerciali che raccolgono e donano prodotti alimentari confezionati che per motivi vari (confezioni danneggiate, etichette deteriorate, ecc) non possono più essere posti in vendita pur mantenendo inalterate le proprie caratteristiche nutrizionali e igieniche.Il numero di supermercati e ipermercati coinvolti è quasi triplicato dall’inizio del progetto, passando da 18 a 47. Lo scorso anno è stato distribuito materiale per 1.100.000 euro; nel 2007 quasi 500 mila euro di merce sono andati a 44 organizzazioni di volontariato suddivise in 29 associazioni, 13 cooperative sociali e 12 comunità o centri parrocchiali.

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