Brexit, la Gran Bretagna esce dalla Ue


L’Europa si è svegliata attonita questa mattina. Le borse e l’intera comunità europea fino a ieri hanno sperato che i sondaggi avessero ragione e che alla fine non sarebbe successo nulla. Invece il 52% degli inglesi ha deciso per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Con scenari ora tutti da chiarire. Dai rapporti per lo studio e il lavoro, e naturalmente quelli economici. Ma anche il fatto che hanno votato contro l’uscita Scozia e Irlanda del nord, che ora tornano a chiedere l’indipendenza. Cameron si è dimesso. Intanto, le borse vanno a picco, problemi con lo spread. Ed è solo l’inizio.

I sondaggi e i primi exit poll davano risultati diversi. Ma il dato significativo è che quello che le persone hanno detto ai sondaggisti non rispecchiava le conversazioni social. Infatti, la modenese Expert System, società leader nello sviluppo di software semantici per la gestione strategica delle informazioni e dei big data, con l’utilizzo della  tecnologia cognitiva Cogito per l’analisi dei contenuti, ha riguardato oltre 55.000 tweet postati online dagli utenti in Scozia, Inghilterra, Galles e Irlanda fra il 7 e il 15 giugno e nel periodo immediatamente antecedente alle votazioni. E il 64,75% dei tweet analizzati, relativi a utenti di Twitter della Gran Bretagna, evidenziava la propensione all’uscita dall’Unione Europea. L’analisi è stata svolta in collaborazione con l’Università di Aberdeen (Scozia).

E “don’t panic (niente panico), gli effetti ci saranno ma i fondamenti dell’Europa sono a posto. È ora di reagire”. E’ il commento del presidente degli industriali, Vincenzo Boccia. “Ora è necessario mantenere nervi saldi. Si tratta di una scelta inaspettata, che avrà conseguenze immediate su più fronti. Dal punto di vista strettamente economico, però, ritengo che i rapporti commerciali della Gran Bretagna con il nostro Paese, e con l’Emilia-Romagna, siano così stretti che nessun referendum potrà influire più di tanto. Ma la gravità politica di questa decisione è evidente, perché l’uscita del Regno Unito indebolisce l’Europa nello scacchiere globale”. Lo afferma Maurizio Marchesini, Presidente di Confindustria Emilia-Romagna. “II rischio di disgregazione è fortissimo, sono in gioco i valori europei più importanti – aggiunge Marchesini -. Adesso l’impegno di tutti deve essere quello di ricompattare i Paesi su una nuova idea di Europa unita, più vicina alle esigenze dei cittadini e dei territori”.

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