Brevini, quasi ultimato il nuovo Canale di Panama


I lavori per la costruzione del nuovo Canale di Panama (progetto da 3,3 miliardi di dollari) sono arrivati all’85% e per le imprese italiane che hanno partecipato alla sfida ingegneristica si avvicina il traguardo. Tra le italiane, oltre a Salini Impregilo che è parte del consorzio Gupc, spiccano i nomi della friulana Cimolai e della Brevini di Reggio Emilia. Brevini Power Transmission ha realizzato i sistemi di movimentazione delle paratie scorrevoli che consentiranno il transito di navi di maggiori dimensioni, le Post-Panamax. Ognuna delle tre camere che costituiscono ciascuna chiusa è larga 55 metri, lunga 427 metri, profonda 18 metri, ed è dotata di sistemi di paratie scorrevoli in senso orizzontale che consentono di superare il dislivello di circa 27 metri tra gli oceani e il lago Gatun. L’ordine alla Cimolai, per un valore di circa 400 milioni di dollari, prevede la costruzione di 16 cancelli scorrevoli di 28 metri di altezza, 58 metri di lunghezza e 16 metri di larghezza. Paratoie che pesano 4.500 tonnellate e che si devono aprire in meno di 5 minuti. L’intero ciclo di apertura chiusura dura 43 minuti e si ripete circa 33 volte al giorno. Per muovere con la massima sicurezza e affidabilità nel tempo i complessi sistemi di trascinamento e sollevamento, Cimolai Technology ha scelto Brevini Power Transmission di Reggio Emilia che fornirà grazie al supporto della controllata tedesca PIV Drives 34 riduttori ad assi paralleli “Posired 2”, realizzati nello stabilimento tedesco di Bad Homburg, per un valore complessivo che supera i 3 milioni di euro. “La gara per la fornitura di componenti avanzati per il nuovo Canale di Panama – ha commentato il Presidente di Brevini, Renato Brevini – ci ha impegnato per mesi e siamo soddisfatti di poter contribuire concretamente all’affermazione del made in Italy che in quel progetto straordinario avrà un ruolo molto rilevante”. Quando a metà 2016 il canale nuovo sarà operativo, il commercio internazionale cambierà volto. E Panama diventerà uno dei centri di traffico commerciale più importanti del mondo. L’Italia potrà dire con orgoglio che – almeno per i prossimi cento anni – avrà contribuito a questa storia di successo.

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